La nascita di RADIO DOLOMITI FM STEREO: 36 anni fa

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De Tisi nei primi giorni di Radio Dolomiti

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De Tisi sul balcone di casa 30 anni dopo

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L'atto con cui venne depositata in tribunale Radio Dolomiti

Quando divenni direttore

di Augusto Bleggi*
già inviato speciale Rai 

Il 24 dicembre 1975 -ore 18 - Angelo De Tisi, 32 anni, fino a quel giorno direttore di crociera della Costa, girò un interruttore nella sua casetta di Margone di Vezzano, accese il microfono e pure la storia. Sì, perché in quel preciso istante mentre salutava dicendo "questa è Radio Dolomiti FM Stereo" forse non si rendeva conto di essere protagonista di un evento che avrebbe contribuito a cambiare in Trentino ma anche in Italia il panorama dei media e dell'informazione.

Per la verità non tanta informazione, come scopriremo più avanti, ma soprattutto musica... meglio, dischi come si diceva allora. Quella vigilia di Natale, non sapendo, per la verità se qualcuno l'avrebbe mai ascoltato Angelo disse chi era e cosa voleva fare ben conscio che la sua era una delle prime, rare (forse mezza dozzina in Italia) radio private. Gli apparecchi radio dell'epoca erano sintonizzati fissi sulle frequenze di RadioRai 1, 2 e 3. Qualche giovane coraggioso ed evoluto aveva scoperto che girando la manopola della sintonia ( la "rodela"dicevano i trentini) si potevano captare anche radio straniere: qualcuna (Svizzera, Capodistria, Montecarlo) trasmetteva pure in italiano.

Ma tanta era l'abitudine ad ascoltare il giornale radio che l'unica variante, seguitissima peraltro, era il "Gazzettino delle Dolomiti" ovvero il GR regionale. Il servizio pubblico, allora, era avaro quanto a musica leggera tanto che una delle trasmissioni più seguite era la Hit Parade settimanale. Così fece l'effetto di una bomba atomica, nel sonnolento Trentino, la voce "sat che ghé‘na radio che la trasmete da Margon ?"e che "la fa musica en direta tuti i dì?" In tal modo i trentini impararono a "girar la rodéla" fino al numero 101 ed a comporre il numero 44244 per chiedere al telefono la canzone preferita.

Fu così che a Capodanno De Tisi trasmise ininterrottamente per 39 ore. Quando, dopo la maratona, salutò gli ascoltatori dicendo "non ce la faccio più" capì che l'avventura aveva preso piede e che era giunta l'ora di avere qualche collaboratore. La radio, in teoria rischiava i rigori della legge, al punto che lo stesso De Tisi all'epoca dichiarava: "Fra qualche giorno la nostra radio, che trasmette da Margone, sopra il lago di Castel Toblino, verrà probabilmente sequestrata da parte dell'ESCOPOST. É la prassi: già parecchie stazioni radio e TV in Italia hanno dovuto subire il sequestro. Noi non faremo drammi. ci adatteremo alla prassi. Andremo in tribunale, ci sarà un processo e, come già accaduto per gli altri sequestri, verremo assolti perché il fatto non costituisce reato. Poi saremo liberi di riprendere le nostre trasmissioni in tutta tranquillità, con apparecchi più perfezionati di quelli che possiamo disporre.

Nulla di tutto questo, per fortuna accadde e così un giorno al giornale L'Adige..."senti un po' -mi apostrofò un giorno il capocronista Augusto Giovannini- tu che frequenti il mondo della musica vai un po' ad intervistare questo De Tisi. Chiedigli come mai ha deciso di sfidare le leggi con ‘sta Radio Margon! Però stai attento, non ha molta simpatia per i giornalisti." Dopo aver composto una dozzina di volte il 44244 (sempre occupato, sempre super chiamato) formulai la mia richiesta. Rosanna, la prima disc-jockey della radio, gentilissima replicò: "il signor Angelo è assente per qualche giorno. Nel frattempo venga a trovarci. Per noi sarà un piacere e per lei una piacevole scoperta".

In effetti Margone è in una posizione incantevole e la casetta da dove la radio trasmette sorgeva e ancor oggi sorge sulla roccia a strapiombo sopra le Sarche. Mille metri sotto tutta la Valle dei Laghi ed una vista stupenda da Toblino fino al Garda. Rosanna mi mise in contatto telefonico con il principale e fu così che ottenni, nonostante qualche resistenza, l'appuntamento e quindi incontrai Angelo De Tisi alla Vecchia Trento di corso 3 Novembre. Immagino che, nonostante la scarsa simpatia per la carta stampata, il buon De Tisi avesse pensato che un articolo è sempre buona pubblicità. Anche perché, nel frattempo, Radio Dolomiti FM Stereo aveva trovato imitatori: in Trentino erano, infatti, spuntate ben sette altre radio, "libere" come si definivano allora. La diffidenza iniziale sparì dopo pochi minuti e Angelo si sgelò in progressione.

"Ero stufo -mi disse - di girare il mondo facendo da chioccia a comitive di croceristi a perenne caccia di 1emozioni da ricercare nelle pieghe della formula . Avevo nostalgia delle mie montagne un antico sogno che ora ho realizzato. Voglio che la musica di Radio Dolomiti (una delle poche in Italia che trasmette in stereofonia) sia compagna instancabile per tutti coloro che vivono o soggiornano in Trentino". Già la musica -azzardai - ma l'informazione? Il buon Angelo ebbe un soprassalto e mi spiegò che la sua antipatia per i giornalisti nasceva da un episodio. Durante un suo ritorno a Trento, fra una crociera e l'altra, infatti, si era portato al seguito un pinguino.

Fu fotografato, se ben ricordo, in piazza Duomo assieme al suo accompagnatore e, sui giornali battezzato con scherno . Discutemmo, parlammo fitto, fitto e...miracolo quando uscimmo dal locale dandoci appuntamento a breve mi guardò e disse: "va bene! Io non ti possono pagare ma se vuoi provare l'avventura facciamo le carte e vai con l'informazione. Poca, però, perché la radio è e deve essere soprattutto musica". Fu così che pochi giorni dopo ci recammo tutti e due in tribunale a firmare per "un giornale parlato e teletrasmesso. La testata sarà diretta in qualità di direttore da Augusto Bleggi".

Carta da bollo da lire 700, versamento della tassa di concessione governativa pari a lire 50mila . Fu così che nacque una delle prime testate radiofoniche d'Italia, fu così che divenni direttore di Radio Dolomiti FM Stereo. Una tappa fondamentale nella mia vita e nella mia carriera, un'avventura entusiasmante, madre di tante altre fondamentali esperienze delle quali sarà bello parlare. Pensando a quei giorni ed ai tanti che seguirono, più di una volta ho capito che nella vita (credo, mi auguro di tutti) passano, non spesso ma passano i treni giusti. L'importante è non perderli, anzi, essenziale é prenderli al volo.

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