Mart di Rovereto: Gabriella Belli a Venezia
Gabriella Belli aveva deciso a fine luglio, accettando l'incarico (prestigiosissimo) offerto da Venezia. Ora si è insediata.
"Tutti sono utili, nessuno indispensabile" si dice di solito. Ma lei è stata assolutamente indispensabile per lanciare da zero e proiettare il Mart nel firmamento dei musei internazionali lo sconosciuto Mart di Trento e Rovereto che all'epoca del debutto aveva sì e no un migliaio di opere.
Grazie alla sua politica di prestiti e depositi oggi copiata da molti suoi colleghi internazionali il Museo è cresciuto e ha ospitato eventi eccezionali: l'ultima mostra di capolavori del D'Orsay chiusa da pochi giorni ha superato i 163.000 visitatori.
La proposta dalla Fondazione Civici Musei di Venezia era una importantissima sfida: impossibile rimanere indifferenti da una città di portata mondiale che tra l'altro si candida a capitale euroea della cultura per il 2019 .
Da Piazza Dante finora solo frasi misurate e di circostanza. E in fondo i più attenti non si son lasciati sfuggire che all'indomani della onorificenza (prestigiosissima) a cavaliere delle arti e delle lettere di Francia, dalla Pat non era arrivata nessuna nota ufficiale della Presidenza, ma i fiori (quelli sì) dell'Assessore Panizza. Mentre all'indomani della ufficializzazione della partenza del Mart il palazzo si era limitato a rilanciare il comunicato del Mart:paro-paro, nothing more nothing less.
Ma non ci sono sfuggiti altri due segnali: alla serata "Tutta mia la città" in cui Gabriella Belli raccontava a Rovereto i suoi dieci anni di Mart, ed annunciata come un saluto ufficiale della città alla direttrice... mancava il sindaco. Così l'assessore Filippi rinviava ad un secondo evento, alla presenza appunto del sindaco il quale però (qualche settimana dopo e sempre in occasione di "tutta mia la città") non ha esitato a lasciare un incontro di presentazione del bilancio alle circoscrizioni (!) per raggiungere uno degli incontri: ma in quel caso si trattava di ascoltare... l'industriale Antonello Briosi.
E così l'assessore Filippi - nel frattempo entrata nel cda del Mart - annunciava, in occasione dell'inaugurazione delle ultime mostre (lo scorso 18 novembre), che ci sarebbe stato un momento per un saluto "informale" da parte della città.
Momento che - alla data odierna - non ci pare ci sia ancora stato o sia stato previsto/convocato. Ma soprattutto che meriterebbe di essere "formale" dopo quel che questa direttrice ha dato per fare di uno sconosciuto museo di provincia, la punta di diamante della museologia italiana.
Chi la scelse all'epoca aveva visto giusto. Chi l'ha lasciata andare senza un saluto formale manifesta miopia o quanto meno un difetto nella forma e nella memoria storica.
Corona Perer
(2 dicembre 2011)