Ipotesi: trasformare i tetti degli edifici pubblici (con investimenti privati convogliati su fondi equity o bond) come immensa superficie produttiva: di energia con ristorni diretti in bolletta

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L'azienda vista dall'alto e l'immenso tetto di 38.677 mq
con pannelli che ha reso l'industria roveretana autosufficiente

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Energia creativa che diventa...finanza creativa. "Potenzialmente si può fare un unico, amplissimo parco solare, che permetterebbe una vasta copertura del fabbisogno energetico della zona industriale e un notevole contenimento delle emissioni di CO2" ha commentato l'assessore provinciale all'industria Alessandro Olivi (nella foto).
"Nel raggio di 3 km e mezzo da qui ci sarebbero 62 altri ettari di aziende o aree da coprire con pannelli. Certo ci vuole coraggio: l'ente pubblico ha bisogno di idee dagli imprenditori e questa è stata un'ottima idea" ha aggiunto Olivi visibilmente soddisfatto per questo investimento a monte del quale ci voleva un imprenditore che crede nell'auto-sostentamento energetico e un ente pubblico che crede nell'economia verde.

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L'inaugurazione...con dibattito

Energie alternative: il futuro sta nel sole

di Corona Perer

(Rovereto, 15 luglio 2011) - Le idee non mancano, i sogni nemmeno. E sognare non costa nulla ma aiuta a prefigurare il futuro. All'inaugurazione di una azienda totalmente sostenibile (nella foto) l'assessore Alessandro Olivi si è detto pienamemte disponibile a progetti di energia ...creativa. Il taglio del nastro ha registrato così un serio dibattito su come produrre economia verde e di come finanziarla.

In futuro si potrebbe pensare a rivestire i tetti degli edifici pubblici coinvolgendo anche i privati come investitori è l'ipotesi emersa. Dunque, energia creativa che diventa...finanza creativa.

"Potenzialmente si può fare un unico, amplissimo parco solare, che permetterebbe una vasta copertura del fabbisogno energetico della zona industriale e un notevole contenimento delle emissioni di CO2" ha commentato l'assessore provinciale all'industria Alessandro Olivi.

"Nel raggio di 3 km e mezzo da qui ci sarebbero 62 altri ettari di aziende o aree da coprire con pannelli. Certo ci vuole coraggio: l'ente pubblico ha bisogno di idee dagli imprenditori e questa è stata un'ottima idea" ha aggiunto Olivi visibilmente soddisfatto per questo investimento a monte del quale ci voleva un imprenditore che crede nell'auto-sostentamento energetico e un ente pubblico che crede nell'economia verde.

Del resto i progetti sono stati configurati da tempo come il F.I.R.E (Fotovoltaico Industriale Rinnovabile Energia), promosso dal Comune di Rovereto in collaborazione con Dolomiti Energia che ha portato alla realizazione di un tetto industriale capace di rendere lo stabilimento pienamente autosufficiente.

Il Presidente di Confindustria Paolo Mazzalai ha avuto parole convinte. "Il bene territoriale è un bene comune. Noi non vogliamo fondi ma che si creda nei nostri progetti. serve ora un fondo che cpoinvolga i cittadini come investitori" ha detto il presidente degli industriali. "Ad esempio è possibile dare un tetto fotovoltaico all'autostrada,  oppure creare un fondo dove ogni cittadino investa portandosi a casa come corrispettivo lì'energia prodotta come quota parte del suo capitale, oppure fondi obbligazionari emessi dalla aziende a livello territoriale con l'ente pubblico a garantire il capitale investito del cittadino".

Quanto allo sforzo per realizzare questo primo risultato ci son voluti quasi 8 milioni di euro per 11.636 pannelli fotovoltaici realizzati da Dolomiti Energia posti sul tetto della sua azienda. Hanno persino resistito al terribile collaudo di una grandinata di eccezionale gravità che ha prodotto danni per centinaia di migliaia di euro lungo tutto la Valle dell'Adige. Ma i pannelli hanno resistito: primo collaudo dunque, perfettamente riuscito.

I numeri di questo primo esperimento? Eccoli: riduzione di 262 kg di polveri fini, 1622 tonnellate in meno di Anidride carbonica, 2256 kg in meno di ossidi di Azoto e soprattutto di 6766 chili in meno di anidride solforosa (la responsabile delle piogge acide). Al tempo stesso produce 2747 chilowattora di energia ovvero l'equivalente del fabbisogno di 1000 famiglie, per un totale di 2 milioni 640 mila chilowattora/anno ad uso esclusivo dell'azienda. Ci sono voluti solo 45 giorni lavorativi per realizzarlo e 40 uomini per montarlo. I pannelli hanno richiesto 26 autotreni.

Il progetto F.I.R.E.ha lo scopo di incentivare la diffusione di energia prodotta da fonti rinnovabili, motivo per cui i firmatari del protocollo d'intesa s'impegnano, ognuna nel proprio ambito d'intervento, a promuovere l'installazione di impianti fotovoltaici negli spazi industriali e artigianali non altrimenti utilizzati, come tetti o coperture ed è è stato promosso e coordinato dal Comune di Rovereto in collaborazione con il gruppo Dolomiti Energia, in base ad un protocollo d'intesa firmato nel febbraio 2011 da Comune di Rovereto, Provincia Autonoma di Trento, Dolomiti Energia Spa e Dolomiti Energia Rinnovabili Srl, Trentino Sviluppo Spa, Confindustria Trento, Associazione Artigiani e Piccole Imprese, Confesercenti del Trentino - sezione di Rovereto e Unione Commercio Turismo e Attività di Servizio.

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