Castel Thun, ricordi di famiglia
(Vigo di Ton, 10 luglio 2011) - E' un po' come rovistare nei cassetti dei Thun tra i ricordi di famiglia e scovare brandelli di vita vissuta: pipe, ventagli, sigilli e stemmi, orologi e porcellane e addirittura un vestitino per la bambola di Teresina Thun bambina saranno esposti per quest'occasione nella Torre della Biblioteca, luogo da sempre dedicato alla memoria.E' stata inaugurata sabato 9 luglio (dove resterà fino al 13 novembre) una piccola ma interessante mostra dedicata ai ricordi di famiglia della nobile famiglia nonesa. E' allestita nel Torrino della Biblioteca di Castel Thun ospita .
L'affetto dei Thun per questa affascinante dimora emerge da questa mostra che restituisce nitide e fedeli vedute degli ambienti più rappresentativi della residenza signorile, "tirati a lucido" come in attesa di ospiti di riguardo. Le vecchie fotografie rivelano immagini di stanze adorne di arredi, opere d'arte e curiosità; oggetti che, almeno in parte, il visitatore ritroverà esposti in vetrina, come in un evocativo gioco di specchi.
E' un po' come sfogliare gli album di famiglia, che restituiscono nitide e fedeli vedute degli ambienti più rappresentativi della residenza signorile, "tirati a lucido" come in attesa di ospiti di riguardo. Sembra di prendere parte a un evocativo gioco di specchi per scovare nelle vecchie fotografie gli arredi, le opere d'arte e le curiosità esposte nelle vetrine all'interno della Torre della Biblioteca, luogo da sempre dedicato alla memoria.
E intanto sta riscuotendo interesse e successo di pubblico lo spettacolo Glass, dal 3 luglio in scena a Castel Thun.Due volte al giorno, alle 11.30 e alle 16, e i venerdì anche la sera alle 21.00 (con suggestiva visita guidata al castello e brindisi finale con Trento Doc offerto da Palazzo Roccabruna) il bel maniero della Valle di Non sarà affascinato dalla magia del teatro. L'idea portante di Glass, spettacolo nato in occasione della mostra "L'avventura del vetro" è lo studio delle quattro componenti basilari di ogni ecosistema, ovvero aria, acqua, terra e fuoco, come parte integrante della natura stessa del vetro.
La ricerca sulla fusione dei quattro elementi che porta alla creazione di questo materiale si traduce in una fusione di linguaggi, di spazi e di espressioni artistiche: installazioni scenografiche abbinate a effetti di luce, suoni e musiche, sono integrate dai movimenti del corpo degli attori e dei danzatori originando una "fusione strutturale" dell'allestimento scenico, le stesse installazioni sono dislocate in tre diversi spazi all'interno di Castel Thun a creare un ulteriore percorso per il pubblico dando vita a una "fusione spaziale" e infine brani letterari sui quattro elementi produrranno una "fusione drammaturgica".
La struttura portante della parte recitata dagli attori è rappresentata da citazioni, passi e brani tratti dalle liriche e dai poemi dei poeti più emozionanti e suggestivi che abbiano composto intorno ai temi dell'aria, del fuoco, della terra, dell'acqua e del vetro: Rainer Maria Rilke, Emily Elizabeth Dickinson, Federico Garcia Lorca, Edgar Allan Poe, William Shakespeare, Gabriele D'Annunzio, Johan Wolfgang von Goethe, Walt Witman, Kalhil Gibran, Arthur Rimbaud, Guido Gozzano e quelli originali, composti per l'occasione, dal giovane poeta aquilano Maurizio Cerini.
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