Storie di vita. Esce il racconto del coma vigile sperimentato dalla scrittrice (ed. Rizzoli)

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la copertina del libro

 

ANTONIA ARSLAN - "Ishtar 2. Cronache dal mio risveglio"

17 novembre 2011 - Attraverso l'esperienza forse più toccante della sua vita, una scrittrice ci racconta cosa significa trascorrere due settimane di "assenza" e poi, per incanto, tornare indietro e riassaporare, come fosse la prima volta, le gioie quotidiane.

Nell'aprile 2009, Antonia Arslan è rimasta a lungo tra la vita e la morte a causa di una setticemia. Di ritorno a casa dopo due settimane in coma farmacologico e altre due di convalescenza in ospedale, appena ha potuto sedersi davanti a un computer ha cominciato a scrivere questo libro.

Un libro per non dimenticare la sua personale esperienza del coma e della rianimazione, la gioia e il sapore della vita che man mano riaffioravano in lei, la sensazione di vedere cose e persone come nuove, di riscoprire il proprio corpo, come reimparando a vivere.

"Godevo di tutto come un bambino: il primo sorso d'acqua quando mi tolsero il tubo per la respirazione, il primo boccone di semolino che realmente sentii scendere giù per la gola, diffondendomi per tutta la persona un senso di benessere dimenticato. Perché, vedi, tu sei disteso, come un infante..."

Perché a volte il ritorno alla vita è "un incanto pieno di colori, di angosce ma anche di speranze: le persone ti raccontano le loro storie, e tutte nella tua mente si trasformano in racconti e vagabondaggi, e a tutte tu partecipi. E allora sai che quando le tue mani sapranno di nuovo scrivere, vorrai raccontare tutto questo con amore, sapienza e curiosità".

Antonia Arslan continua ad essere premiata nel mondo. "Un contributo significativo al tesoro della cultura armena". Con questa motivazione la scrittrice padovana di origine armena Antonia Arslan ha ricevuto il 21 marzo 2009 a Los Angeles la medaglia d'oro del premio "NAREKATSI" istituito otto anni fa  da "Friends of UCLA Armenian Language and Culture Studies", l'associazione che sostiene la cattedra di armenistica all'università californiana di Los Angeles.

Intitolato al mistico e poeta armeno Gregorio di Narek, il riconoscimento è arrivato insieme a quello dell'ambasciata armena a Roma dove l'autrice de "La masseria delle allodole" è stata celebrata con la medaglia d'oro del Ministero della Cultura dell'Armenia.

La scrittrice è spesso negli Stati Uniti dove viene accolta con affetto e stima dai rappresentanti della comunità armena e dai responsabili della cattedra di armenistica dell'università di Los Angeles che ogni anno, assieme al gruppo "Amici degli studi di lingua e cultura armena di UCLA" premiano autorevoli  personalità.

Nel corso del banchetto organizzato al "Walter e Laurel Karabian Hall" a Hollywood, ad Antonia Arslan è stato riconosciuto il merito di aver contribuito a diffondere la cultura armena soprattutto grazie al romanzo "La masseria delle allodole" che, tradotto in moltissime lingue, ha suscitato l'interesse per la storia armena e il genocidio del 1915 in tutto il mondo.

Sia la presidente di "Friends of UCLA Armenian Language and Culture Studies" Gia Aivazian che il direttore della cattedra di armenistica a UCLA Peter Cowe hanno sottolineato le motivazioni che hanno indotto a consegnare il premio ad Antonia Arslan.

Dopo "La masseria delle allodole", anche "La strada di Smirne" è stato pubblicato in lingua armena. Il ministero della Cultura armena ha affidato a Sona Haroutyunian la traduzione.


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