Donne e foto di cronaca nera: la mano morbosa del giornalista
MARZO 2011 - Mediamente...POST-IT. Chiamatelo pro-memoria o post-fazione. Resta il fatto che i casi profilerano ancora: ecco due esempi a marzo 2011 ed agosto 2011.Stavamo riordinando il nostro materiale per l'editing finale web quando è scoppiato il caso della Ruby trentina. Ha attirato la nostra attenzione questa immagine pubblicata dal Corriere del Trentino in due date: 13 e 15 marzo 2011. Foto che certamente avrà attirato molte attenzioni, soprattutto quelle maschili: c'è una donna in guepiére distesa sul letto con sufficienti e ammiccanti "nudità" posteriori.
La domanda è ancora quella iniziale, quella che ha mosso questo lavoro: foto davvero necessaria? Foto utile alla comprensione? Manca qualcuno nella foto o basta aver mostrato un corpo di donna disponibile per ritenere di aver detto lo squallore di chi usa il corpo come merce?Lasciamo al lettore tentare una risposta. Lasciamo vagante questo post-it: una sorta di "pro-memoria" come i fogliettini gialli che appuntiamo su qualcosa che non vogliamo dimenticare. Un reperto post-inchiesta (...it) che dice quanto sarebbe necessaria la creazione di un osservatorio per rendere costante il monitoraggio. Non tanto per legittimare un censore, ma per stimolare una informazine responsabile ed educativa. Nei limiti del possibile.
AGOSTO 2011 - Abbiamo inviato una email di protesta alla redazione ANSA di Roma (vedi foto a destra) che neanche ci ha risposto. Ecco il testo:
>>Rovereto, 20 agosto 2011 ore 15.08 - Spettabile Redazione,
da donna e da giornalista desidero protestare per la discutibile scelta compiuta dalla vostra redazione web circa il lancio relativo allo stupro filmato dai 4 rumeni. Secondo me una notizia così lanciata dalla vostra homepage (vedi allegata foto) non intende informare ma solo promuovere la morbosità del video violento.
Quel "filmata con i telefonini" accando a "video" aiuta solo ad assecondare il picco di clic (...per poi magari censurare in qualche salotto estivo con "buone parole" eticamente ispirate dalla schiena dritta di cui si favoleggia nelle redazioni ..il popolo del web che clicca).
Purtroppo i maniaci che godono sulle notizie di violenza contro le donne abitano ovunque. Spiace dover constatare che starebbero girando anche nella prestigiosa redazione Ansa. Rilevo che tecnicamente questo tipo di "lancio" non favorisce di certo una nuova cultura improntata al rispetto delle donne di cui tanto si parla nelle bacheche di giornali e agenzie ad ogni 8 marzo e ad ogni 25 novembre.
In un'inchiesta web su Donne & Media (>>qui ) ho dimostrato quanti centimetri di buona informazione vengano sottratti ogni volta da scelte discutibili come questa, anzichè promuovere approfondimenti che aiutino l'uomo a cambiare mentalità. Tanto dovevo in ossequio alla tanto decantata deontologia professionale.
Non me ne volete. Buon lavoro e buona estate
GIORNALE SENTIRE
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> inchiesta DONNE & MEDIA: MEDIA/mente
> lettera: Sara Marquez, morta in biki ni di Fernanda Alfieri