Biennale del Trentino-Alto Adige - atto primo
(Rovereto, 22 ottobre 2011 - C.Perer) - Qualche polemica a distanza (presunta e certificata dai media), defezioni e sgarbi estivi a distanza con lo Sgarbi che dice "mi faccio da parte" e qualche artista che dice "no a Sgarbi": balzò alle cronache il caso di Alda Failoni che declinò con una lettera resa pubblica dicendosi "sconcertata dal padiglione Italia". Oggi all'inaugurazione quel gesto è stato liquidato come superbia.
Palazzo Trentini, nel cuore di Trento, ha dunque aperto - pur con fortissimo ritardo - la "sezione trentina" di una Biennale contrassegnata da molti altri ritardi. "Padiglione Italia del Trentino Alto Adige" è stata salutata da un folto pubblico di autorità, artisti, operatori del mondo dell'arte con i saluti del padrone di casa Bruno Dorigatti - Presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento, quelli di Franco Panizza - Assessore alla Cultura della Provincia autonoma di Trento e l'atteso intervento di Vittorio Sgarbi - Curatore del Padiglione Italia.
La lista degli artisti è stata fin dall'inizio la spina del curatore e dei sub-curatori, passando su più scrivanie nel triangolo Trento-Rovereto-Venezia, ovvero segreteria dell'assessore Panizza, Mart e uffici operativi veneziani. In certi momenti sembrava più una grana che una mostra. "Lo stato dell'arte - nelle regioni" pensato in occasione del 150° dell'Unità d'Italia nasce orfano del saluto di un pezzo d'Italia: il Tirolo. Durnwalder come noto ha manifestamente dichiarato di non partecipare alle celebrazioni per vari motivi.
Dopo il suo no, la Biennale ha però preso corpo a Trento "...ma ci sono molti artisti altoatesini, non era giusto che pagassero per la miopia di Durnwalder" ha detto Sgarbi che in questi mesi si è spesso scagliato anche contro Letizia Ragaglia direttrice di Museion, la quale ha replicato per fare chiarezza (clicca >>>qui).
Il Mart, (con allestimento curato da Beatrice Avanzi) ha fatto da supervisore. "Questa Biennale è davvero democratica. Io ho lasciato scegliere al territorio gli artisti chiamati ad esporre".
Gli spazi di Palazzo Trentini sono apparsi congrui ed indicati a Sgarbi che li aveva visitati in sopralluogo il giorno dell'inaugurazione della mostra di Paolo Vallorz al Mart. La Biennale pur piccolina, nell'allestimento di Claudio Merz, raggiunge un risultato gradevole. Occupa gli stessi spazi che vengono utilizzati ogni anno dall'Aspart, l'associazione delle gallerie trentine, per la mostra annuale durante il Festival dell'Economia.
La mostra è in due tempi: l'apertura con un primo gruppo di artisti (elenco a lato), e in novembre una seconda tornata, con gli emergenti. "Ci sono artisti che io magari non avrei mai scelto tantè che alcuni non li consoco nemmeno" ha ammesso Sgarbi "ma questo lo dico per confermare che la scelta è stata veramente democratica".
"Così facendo abbiamo potuto dare maggiori opportunità di visibilità, a più artisti, sia del Trentino che dell'Alto Adige" spiega l'assessore Panizza.
Ci sarà il catalogo, a testimoniare come anche il Trentino abbia voluto rispondere alla proposta di un gigantesco Padiglione Italia, capace, non solo a Venezia, la patria della Biennale, ma anche nei diversi territori, di dare spazio e visibilità agli artisti, giovani e non, che di quei territori sono espressione ed humus culturale importante".
La recensione
> La Biennale trentina - di Corona Perer
> Letizia Ragaglia replica: "Sgarbi? Mai sentito"
> Vittorio Sgarbi "la Biennale secondo me"
> tutti gli articoli sulla 54^ Biennale di Venezia 2011