Liberamente: quando l'arte fa rinascere la persona

immagine
immagine

Carcere ed arte, un museo ci ha creduto

di CORONA PERER

18 gennaio 2011 - Claudio Menegazzi ha lavorato sulla difficile tecnica dell'acquerello della quale è maestro. Matteo Boato invece ha lavorato sugli acrilici. Oggi ci confidava: "...per me è stato come meditare. Sono uscito resettato dentro, incapace di parlare il giorno che ho sentito dietro me il portone che si chiudeva e mi riconsegnava alla vita di fuori. Incontrando i carcerati ho scoperto che non sapevo quasi nulla della vita" ha commentato.

I due artisti erano presenti all'inaugurazione della mostra LIBERAMENTE che presenta al Mart i lavori dei detenuti della casa circondariale di Rovereto.
Tra loro Gezzim, albanese, che certo non si sarebbe mai immaginato - il giorno in cui l'hanno arrestato  e messo in prigione - che qualche tempo dopo avrebbe avuto un permesso premio per andare al museo come rappresentante di un gruppo di artisti nato dietro le sbarre e tenere un breve discorso accolto da applausi dal pubblico, con le forze dell'ordine e le autorità costituite in prima fila e i giornali pronti a scriverne positivamente.

Quanti carcerati sarebbero pronti a scommettere che questo è solo un improbabile sogno, tanto visionario quanto impossibile? Tanti. Eppure è quanto è successo ieri, al Mart.

> Leggi la recensione

www.giornalesentire.it - Note legali - Riproduzione riservata