Ha 2000 anni la via Claudia Augusta
(Lagundo 18 ottobre 2011) -L'inizio della data di costruzione della Via Claudia Augusta viene fatto risalire all'anno 15 a.C. Fu il generale romano Druso, figlio adottivo di Augusto, a dare il via ai lavori che si protrassero per ben 60 anni. Si ritiene infatti che l'opera fosse completata nel 46 o 47 d.C. ad opera dell'imperatore Claudio, figlio di Druso.
La grande arteria era considerata indispensabile per garantire un rapido collegamento tra l'Adriatico o la pianura padana e il Danubio, attraverso i territori della Rezia (l'attuale Tirolo occidentale) e la Vindelicia (la Baviera meridionale), teatro di conflitti bellici con le popolazioni locali.
La Via Claudia Augusta doveva dunque servire innanzitutto per facilitare il cammino delle legioni romane che potevano raggiungere con più facilità il Danubio, grande arteria navigabile. Il percorso prendeva il via da due località diverse, il porto di Altino nei pressi di Venezia e Ostiglia sul Po, poco a sud di Mantova.
Due rami destinati ad incontrarsi a Trento per proseguire poi lungo un unico tracciato fino al Danubio (dove oggi sorge la città di Donauwörth), attraverso Bolzano, Merano, Val Venosta, Resia, Landeck, Fernpass, Reutte in Tirol, Füssen e Augsburg (l'antica Augusta Vindelicum).
Una lunghezza di 518 chilometri, stando al cippo originale rinvenuto a Cesiomaggiore nei pressi di Feltre nel 1786. Ma mentre per il ramo Ostiglia.- Trento non ci sono dubbi sul tracciato che passava per Verona e correva poi lungo la Val d'Adige, per il ramo che prendeva il via ad Altino non si è arrivati ancora ad un'interpretazione unitaria, tante sono le ipotesi che si sono susseguite da due secoli a questa parte.
Oggi comunque si accetta comunemente l'ipotesi del percorso che partendo da Altino attraversa Treviso per giungere a Feltre e da qui, attraverso Castel Tesino, proseguire fino a Trento lungo la Valsugana.
Le testimonianze storiche più importanti per quanto riguarda l'antica strada imperiale sono senz'altro i due cippi rivenuti nei secoli scorsi, il primo nel 1552 a Rablà in Val Venosta (non distante da Lagundo e Merano) e l'altro appunto a Cesiomaggiore nel 1786. Nel primo caso la scritta originale fa risalire la "partenza" della strada ad Hostilia, mentre nel secondo cippo si cita Altinum.
Di qui la conclusione da parte di molti storici che la Via Claudia fosse in realtà divisa in due rami iniziali, che oggi vengono denominati rispettivamente "altinate" e "padano". Numerosi altri reperti sono stati rinvenuti lungo il tracciato che testimoniano anche la tecnica di costruzione adottata dagli antichi Romani. L'importanza della Via Claudia Augusta andò progressivamente a ridursi nel corso dei secoli soprattutto per la "concorrenza" del valico del Brennero a livello di transiti e scambi commerciali tra il nord e il sud dell'Europa.
(editing pagina: Guglielmo Vasto)
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