L'insostenibile pesantezza della vita

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Decrescita Felice: "Fermate il mondo:voglio decrescere"

a cura di Guglielmo Vasto

Come può essere misurato il PIL della felicità? E ancora, come tale dato può essere incrementato nell'era della globalizzazione?

Il professor Giuseppe Roma, direttore generale del Censis, spiega che "l'economia della lentezza" può essere la soluzione di contrasto alla crisi internazionale diffusasi con la rapidità degli scambi. Esistono esempi concreti che confermano vincente il paradigma della lentezza. La rapidità non coincide con l'approfondimento dei temi e le riflessioni.

Allo stesso tempo, essa favorisce anche un incremento delle disuguaglianze, incidendo visibilmente sull'allargamento della forbice tra ricchezza e povertà. "È necessario - sottolinea ancora Roma - riappropriarsi di valori quali l'autenticità, la salubrità e la convivialità". In una parola, per perseguire il vivere bene bisogna prestare maggiore attenzione agli aspetti relazionali. Fortunatamente, secondo Roma, in Italia l'economia della lentezza esiste ed è ben sviluppata: non a caso il 3% del Pil (44 miliardi di euro all'anno) proviene dai comparti della ristorazione, del wellness e dal settore vinicolo. A queste "buone pratiche" è opportuno aggiungere anche lo sviluppo del mondo e della cultura rurale, il turismo e le energie rinnovabili.

Un ulteriore miglioramento della qualità della vita può dipendere dalla dimensione della città. L'Italia dei borghi (già scoperta dal poeta Mario Luzi negli anni ‘40) è l'emblema di una economia sviluppata ed integrata nel territorio. Sono 7.536 i comuni al di sotto dei 50.000 abitanti e sono abitati dai 56% degli italiani ovvero 33 milioni di persone, per la maggior parte imprenditori, lavoratori autonomi ed operai che animano la vita lavorativa e la produzione.

La caratteristica di questi piccoli centri è di non cercare l'internazionalizzazione, ma di creare un'economia di nicchia che viva bene nel contesto globale. Tale processo non può che passare attraverso le scelte politiche di un'amministrazione che punti all'eccellenza, ma anche alla multisettorialità, all'efficienza e all'apertura internazionale, tutto secondo una logica di comprensorio e di policentrismo, "come avviene a Trento" ha specificato Roma.

È inevitabile, quindi, scindere lo sviluppo di un territorio dallo studio dell'urbanistica. Il preside della Facoltà di Architettura dell'Università di Stoccarda, Helmutt Bott, sulla base di numerosi esempi provenienti dalla Cina come dalle capitali mitteleuropee, lancia alcuni spunti per migliorare la qualità della vita.

Per non creare "quartieri dormitorio" o isolati da altre attività, Bott suggerisce una soluzione, già adottata in Germania, di zone ad uso "misto" che prevedano edilizia abitativa, commercio ed uffici. Questi concetti fanno parte della "triade della sostenibilità", che presta attenzione agli aspetti sociali, economici ed ambientali del territorio, richiedendo lo sforzo e la convinzione dei politici quanto dei cittadini.

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