Morire di carcere
Cinquantotto suicidi dall'inizio dell'anno (dati del 13 novembre 2011). Nelle carceri italiane muoiono in media 100 detenuti l'anno, dei quali un terzo circa per suicidio (1.005 casi accertati, dal 1990 ad oggi), un terzo per cause immediatamente riconosciute come "naturali", e il restante terzo per "cause da accertare", che indicano tutti i casi nei quali viene aperta un'inchiesta giudiziaria.
La morte di Stefano Cucchi, con l'emozione e l'indignazione seguita alla pubblicazione delle fotografie del suo corpo martoriato, ha avuto l'effetto di scoperchiare il "calderone infernale" delle morti in carcere, di far conoscere all'opinione pubblica un dramma solitamente relegato alla ristretta cerchia degli "addetti ai lavori".
Nel caso di Stefano Cucchi la situazione è però più grave e inquietante se pensiamo al trattamento che è stato riservato ai familiari che della morte vengono a sapere in forma agghiacciante: sapranno solo che il magistrato ha disposto l'autopsia (ma ciò era accaduto anche nel caso Bianzino). Quando vedranno il corpo noteranno ecchimosi e del resto già lo avevano visto gonfio durante il processo per direttissima per detenzione di stupefacenti.
Il caso di Stefano Cucchi ha turbato ed ora che un processo si è aperto ci si chiede: cosa sta succedendo nelle carceri italiane? C'è chi torna a pensare ad una cosa che speravamo inutile: la reintroduzione del reato di tortura. L'amara constatazione è che si può sospettare che l'Italia di oggi non ne sia affatto indenne.