Film Festival 2012 in archivio
di Elena Tapparelli
Trento 6 maggio 2012 -L'edizione del Fim Festival 2012 di Trento, comicia ad assegnare i suoi primi premi be si avvia alla conclusione. Al documentario di Victor Kossakovski " iVivan las Antipodas!" è stato assegnato il premio città di Trento GENZIANA D'ORO della sessantesima edizione del Festival della montagna. All'unanimità la giuria lo ha premiato quale "... omaggio alla Madre Terra nelle sue diversità".
Gli altri premi sono quelli del CAI al regista Davide Carrari, per il film "Verticalmente Demodè", per il Club Alpino Italiano espressione "pura del free-climbing". La GENZIANA D'ARGENTO al miglior mediometraggio è andata a "La Voie Bonatti" di Bruno Peyronne;GENZIANA D'ARGENTO al miglior cortometraggio Cold di Anson Fogel; GENZIANA D'ARGENTO al miglior contributo tecnico-artistico a "La vie au loin" di Marc Weymulle.
Trento, con questa 60^ edizione, ha anche reso omaggio a Dino Buzzati a quarant'anni dalla morte. All'inaugurazione Roberto De Martin lo aveva ricordato un vero figlio della montagna.
L'effetto, per chi assiste al Trento Festival è di sentirsi partecipe di in un interesse comune e alto, la passione per la montagna, e più in generale, per la natura. Trento festival è una rassegna internazionale di cinema, ma non solo.
Nonostante siano vietate dal 1993, le spedizioni con i cani restano l'aspetto che Victor racconta oggi al pubblico in ascolto. Tra ricerca e avventura la sua esperienza testimonia anzitutto la relazione dell'uomo con la natura.
"Immagino di poter cadere dritto al centro della terra.." sono le prime parole di iVivan las Antipodas!, affascinante documentario di Kossakowski, pluripremiato regista in concorso quest'anno al festival. E infatti, roteando la videocamera ‘cadiamo' dall'Argentina alla Cina, dalle Hawaii al Botswana, in Spagna e in Nuova Zelanda, per scoprire la quotidianità di alcune persone, tra il lavoro, i cibi i colori e le musiche. Antipodi, luoghi sorprendentemente differenti incontrano l'universale forza di adattamento che accomuna gli uomini in ogni parte della Terra.Abbiamo visto anche Dancalia, una raccolta di immagini scattate dal fotografo trentino Paolo Ronc accompagnata dai testi di Andrea Semplici, racconta di una terra estrema - la parte settentrionale del ‘triangolo dell'Afar', area di confine tra Etiopia, Eritrea, Gibuti e Somalia - posta a 120 metri sotto il livello del mare e caratterizzata da deserti di lava e dalla cosiddetta ‘Piana del Sale'.
L'estrazione e il trasporto del sale, lavoro faticoso ed esatto in cui ognuno ha il proprio ruolo, sono il sostentamento per diverse popolazioni di quest'area desertica, attravesata da secoli da carovane di uomini e dromedari.
Come detto questa edizione è dedicata a Dino Buzzati Traverso, celebre scrittore nato a San Pellegrino di Belluno, nell'ottobre 1906. Morì a Milano il 28 gennaio 1972. Scrittore, giornalista, drammaturgo, librettista e pittore italiano così famoso che lo scrittore sudafricano J. M. Coetzee (premio Nobel nel 2003), si è ispirato alla trama de Il deserto dei Tartari per scrivere uno dei suoi capolavori, Aspettando i barbari, pubblicato nel 1980.
Ancora oggi, grazie a un numero elevatissimo di traduzioni Buzzati è forse più famoso all'estero che in Italia. A Buzzati sono stati dedicata una via di Milano e due sentieri: uno nella amata Valmorel a Limana (provincia di Belluno), l'altro verso la cima del monte Cimerlo nel Gruppo delle Pale di San Martino (Trento).
Un grande scrittore, un grande giornalista. Innamorato del blu unico del cielo sulla sua Belluno e delle dolcissime immagini sulla Val Belluna che dalla villa di San Pellegrino o dai dintorni di Limana poteva ammirare verso nord e verso sud, a perdita d'occhio.
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