MEMORIE DA INVIATO - Rossi Vasco raccontato da Bleggi Augusto: gli esordi di Blasco che il 7 febbraio 2012 ha compiuto 60 anni

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Il giovane Rossi...Vasco: così si presentò al direttore
di Radio Dolomiti Bleggi...Augusto

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Vasco Rossi nel '78

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Vasco Rossi rock star entrata nel mito...oggi

Vasco Rossi, i suoi 60 anni (e gli esordi)

di Augusto Bleggi*
*già inviato speciale Rai 

Nel primo anno da direttore di Radio Dolomiti (1977)il mio compito principale era di creare, conferire alla radio una minima struttura giornalistica. Non dico una redazione, ma almeno un paio di collaboratori. Nell'attesa mi sobbarcavo, più volte alla settimana, il viaggio da Trento a Margone sia per le mie incursioni al microfono, sia per discutere con l'editore (Angelo De Tisi) impegni e programmi.

Pensate che il primo registratore semiprofessionale per le interviste lo acquistammo, io e De Tisi, usato ed in comproprietà, per l'allora significativa cifra di 100mila lire. In una di queste escursioni pomeridiane a Margone, mi accadde che, appena entrato nell'abitazione di De Tisi, notai in un angolo, seduto sul divanetto, un tipo alquanto strano avvolto, se la memoria non tradisce, in una giacca a vento rossa con bordi blu, età compresa- -occhio e croce- fra i 25 ed i 30 anni.

"Piacere Rossi Vasco" mi disse alzandosi e stringendomi energicamente la mano. Proprio in quell'istante entrò anche De Tisi. "Hai già conosciuto il mio amico Rossi, vedo"-mi disse."Sai è di Zocca, sull'Appennino modenese, anche lui ha una radio libera, fa il DJ, ma in verità fa un po' di tutto". De Tisi aveva conosciuto questo Rossi quando, un anno e mezzo prima, s'era messo in testa di aprire una radio. Alcuni radioamatori avevano riferito che a Zocca c'era un tale che adattava i radiotrasmettitori militari alle frequenze FM.

Angelo lo andò a trovare ma Rossi, nonostante la buona volontà, non riuscì a trovare il trasmettitore da taroccare. In compenso un mese dopo arrivò a Margone con l'antenna (pure quella indispensabile per trasmettere)che subito montò sul tetto di casa De Tisi. Fu un'amicizia breve quella con il Rossi Vasco che, di tanto in tanto, si faceva vedere.

Quella volta, mi par di ricordare, era venuto a Radio Dolomiti portando un pacco di dischi. Lui aveva Punto Radio, emittente già allora importante ed inserita nei circuiti discografici. Per dieci minuti mi parlò del suo lavoro, dee-jay si ma pronto a dialogare con gli ascoltatori su temi filosofici, sulla vita, sui problemi di ogni giorno insomma. "Sai- mi disse - Radio Dolomiti si riceve a volte anche a Zocca il mio paese. L'antenna che ho installato spara dritto in pianura, così vi sento"!

Non lo rividi più...a Margone bensì due anni dopo, nel 1979, in televisione. Fisicamente era anche messo peggio di quella volta a Radio Dolomiti ma ora si chiamava Vasco Rossi; per qualcuno era solo Vasco, per altri Blasco: da subito una star e cantava Albachiara. Il Rossi Vasco diventato poi Blasco è stato uno dei grandi personaggi -fra i tanti - che mi ha poi regalato la professione. Già a Radio Dolomiti Fm Stereo (così si chiamava allora) ebbi la possibilità di incrociare molti personaggi della musica leggera. Ma dopo, una volta intrapresa a tempo pieno la professione giornalistica i vip dello spettacolo, dello sport, della politica ma anche delle scienze diventarono una costante delle mie giornate.

Così, oggi, ripensando ai miei 40 anni di giornalismo e certo non limitando il bilancio agli incontri vip, non posso dire altro che sono stato molto fortunato. Da ragazzo sognavo di diventare inviato speciale, magari per qualche disciplina sportiva, magari per la radio e la televisione. Ce l'ho fatta grazie a determinazione, impegno, fortuna ed al coraggio di fare scelte a volte rischiose. Saper, cioè prendere al volo, quei treni che nella vita di ognuno passano, che sembrano salti nel buio ma sono, per contro, le famose "occasioni della vita". Sempre che tu sappia, poi e prima di ogni altra cosa, fare il mestiere. Non solo bene ma anche con quel sovrappiù che lo distingue, con quella "cifra" che lo rende forse unico, comunque diverso dalla massa, subito individuabile da chi ti legge, da chi ti ascolta.

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