Noi, l'Italia -Dal Quirinale a Trento
di Filippo Sbrana
Dal Quirinale ad una città simbolo della storia nazionale. È il percorso della mostra "Noi, l'Italia", che dal Quirinale passa a Trento, proprio mentre si conclude il 150° anniversario dell'unità. Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto l'ha sponsorizzata rendendo possibile la sua realizzazione.
L'esposizione accoglie centocinquanta opere e testi realizzati da persone con disabilità nei Laboratori d'arte della Comunità di Sant'Egidio, insieme alla installazione/scultura "tavolo ITALIA" dell'artista Anton Roca. Realizzate in occasione dei 150 anni dell'unità d'Italia, le opere propongono una sintesi originale della nostra storia, sottolineando la capacità di unire le diversità in un paese dalle grandi risorse.
Il presidente della Repubblica l'ha accolta nel palazzo del Quirinale, dove la mostra (inaugurata alla sua presenza) è stata visitata in due mesi da oltre 50.000 persone. All'inaugurazione ha partecipato anche il Direttore Generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto Mariano Marroni.
Le tele ripercorrono personaggi e momenti della nostra storia: da Garibaldi a De Gasperi, dalle guerre mondiali al referendum del 1946, agli anni del boom, senza dimenticare la stagione del terrorismo. Si riflette sull'Italia della cultura (Manzoni, Ungaretti, il grande cinema), del costume e delle legislazioni all'avanguardia (legge Basaglia, inserimento scolastico e lavorativo dei disabili), con alcuni "omaggi" a figure significative quali don Lorenzo Milani, Pier Paolo Pasolini, i giudici Falcone e Borsellino, alcuni pontefici e presidenti della Repubblica.
Diverse opere sono dedicate al presente e a quelli che "contano poco" ovvero i migranti, chi è recluso, i rom.
La necessità di uno sguardo più profondo sul paese si coglie anche nella grande installazione "tavoloITALIA" di Anton Roca. Invitato da Sant'Egidio, l'artista è stato condotto all'incontro con venti persone che, partendo da diverse condizioni di marginalità, hanno accettato di condividere con l'artista la responsabilità di un'opera in cui sono raccontate - attraverso segni, gesti, parole - esperienze di vita italiana, tracce di memoria, desideri, aspirazioni per il futuro di un'Italia debole o meglio dei deboli.
Sono loro che "abitano" l'Italia, divenendo protagonisti di una proposta per un paese inclusivo e trasmettendo questo messaggio attraverso il linguaggio artistico di Roca.
"L'arte, in quanto atto determinato al gesto creativo di trasformazione di un mondo inaccettabile, è stata nella storia d'Italia un perno propulsivo di cambiamenti importanti nella mentalità e nel costume" afferma Simonetta Lux, curatrice della mostra.
Le centocinquanta opere offrono una lettura sorprendente dell'Italia e della sua storia. Allo stesso tempo mettono il visitatore a diretto contatto con l'intelligenza delle persone disabili che le hanno realizzate, rivelando creatività e saggezza in coloro dai quali forse non ci si aspetterebbe molto, aiutando a cogliere una profondità interiore imprevedibile, produttiva e in qualche modo liberatoria.
E infatti - al termine della visita - ci si trova a riflettere su una Italia diversa, più consapevoli forse delle sue difficoltà, ma anche più ricchi di speranza. Ingresso gratuito fino al 22 aprile.
(10 marzo 2012)