Le immagini dello sloveno Bavcar che, sfidando la sua cecità, riesce a mostrare aspetti del visibile a noi ignoti - Museo di Roma dal 19 gennaio al 25 marzo 2012

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© Evgen Bavcar, Courtesy Gallerie Esther Woerdehoff / Admira

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Evgen Bavcar,il buio è uno spazio

(Roma, 10 gennaio 2012) - Vive tra Parigi e la Slovenia, non ci vede, ma...fotografa. Le immagini di Evgen Bavcar sono una vera e propria sfida al limite fisico della sua cecità. Molti gli chiedono come fa a fotografare. Risponde: "Mi dovete chiedere non come, ma perché fotografo. Scatto in rapporto ai rumori, ai profumi e soprattutto in relazione alla mia esperienza della luce. Poi scelgo le mie foto facendomi consigliare da amici con lo sguardo libero da ossessioni personali".

Evgen Bavcar, martedì 21 febbraio alle ore 17.30 sarà al Museo di Roma in Trastevere (piazza Sant'Egidio) per la presentazione in anteprima del progetto sperimentale I-Art, la guida multimediale intelligente a supporto delle persone non vedenti, ipo vedenti e normo dotate. Il giorno seguente, mercoledì 22 febbraio, l'artista incontrerà la stampa.

Ogni foto rimarca quanto guardare e vedere siano due concetti estremamente diversi. La stessa distinzione che si deve fare tra "ascoltare" e..."sentire", così questo incredibile fotografo riesce a mostrare aspetti del visibile a noi ignoti con opere che prendono forma dai suoi ricordi e dalle suggestioni evocate dal mondo circostante, rielaborate con profondità. Immagini che diventano visioni dell'anima e in quanto tali attingono all'onirizo e all'emozione.

Evgen Bavcar è uno degli autori più apprezzati del mondo della fotografia ma è anche non vedente dall'età di dodici anni, quando due terribili incidenti hanno gettato nel buio la sua vita. Costretto a fuggire dall'oscurità esteriore trova rifugio nei luoghi più nascosti della propria anima, percorrendo territori inesplorati ed indefinibili e restituisce il frutto della sua ricerca attraverso una serie di immagini mentali che attinge da un "presepe di ricordi".  Dall'archivio della memoria estrae immagini che svelano un mondo interiore ricco e circondato di misteri. Le sue fotografie hanno il profumo della Slovenia ed esprimono il ricordo di spazi, luci e forme della sua infanzia. 

Il Museo di Roma in Trastevere, presenta la mostra "Il buio è uno spazio", a cura di Enrica Viganò, presentando una selezione delle sue famose stampe in bianco e nero e - in anteprima assoluta per l'Italia - alcuni dei suoi scatti a colori (fino al 25 marzo 2012).

Evgen Bavcar nasce nel 1946 in Slovenia. All'età di 12 anni, dopo due incidenti a distanza di un anno, perde completamente la vista. Studia a Parigi dove si laurea in filosofia. Ha condotto trasmissioni radiofoniche per France Culture. Nel 1988 è stato fotografo ufficiale del Mois de la Photographie a Parigi. Dall'inizio degli anni Novanta, è tra i fotografi più richiesti d'Europa e nel 1992 l'editore francese Seuil ha pubblicato un suo volume con fotografie e saggi. 

Evgen Bavcar ha esposto il suo lavoro in molte mostre personali e collettive, tra Milano (agli esordi), Colonia, Berlino, Parigi, Buenos Aires. La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico - Sovraintendenza ai Beni Culturali, è curata da Enrica Viganò. La produzione è organizzata da Admira in collaborazione con Galerie Esther Woerdehoff, Parigi. 

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