Il lupo è tornato in alta Val di Non: nome in codice M24. Ma ce n'è un altro: nel Parco delle Dolomiti Bellunesi

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Il lupo è tornato

27 febbraio 2012 - Dopo l'orso e la lince, ecco il lupo. L'alta Val di Non ha un ospite illustre che arriva (pare) dalla Svizzera. Si tratta con ogni probabilità del lupo classificato "M24", rilevato per la prima volta in Svizzera nel 2009, nel settore nord del Brenta nella primavera del 2010 e nel gruppo delle Maddalene dall'autunno dello stesso anno.

Il lupo è tornato anche nelle Dolomiti Bellunesi. L'esemplare di lupo radiocollarato dai ricercatori sloveni, che nelle ultime settimane è stato segnalato in provincia di Belluno, è entrato nel settore agordino del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Chiare le tracce del suo passaggio.

La comparsa del lupo sulle Dolomiti Bellunesi è in realtà un ritorno: questo animale era presente con una popolazione stabile, su tutto il territorio provinciale, fino alla fine del 1700. Poi il secolare conflitto tra uomo e lupo ha portato alla scomparsa di questa specie dal Bellunese nella seconda metà del 1800.

Da allora è stata segnalata solo la presenza sporadica di individui isolati provenienti da altre zone delle Alpi o dai Balcani e l'ultima uccisione certa, documentata anche da fotografie, risale al 1929, in Comelico. La presenza, nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, di un lupo proveniente dalla Slovenia testimonia ancora una volta come questa zona delle Dolomiti costituisca una naturale cerniera di connessione tra la fauna e la flora alpine e balcaniche.

Intanto nuove spettacolari riprese sono state infatti acquisite sul lupo trentino che pare essere entrato invece da ovest: dopo l'episodio del 23 gennaio, il canide è stato nuovamente "catturato" da una fototrappola del Corpo Forestale Trentino. Le immagini questa volta sono particolarmente belle e mostrano un animale molto timoroso nei pressi della carcassa di una cerva: quando il lupo si accorge della presenza della fototrappola e nota i led debolmente illuminati, fugge precipitosamente.

Lo scorso 12 gennaio, una fototrappola posizionata dal personale forestale sulla carcassa di una cerva, probabilmente predata dal lupo, in comune di Castelfondo, lo ha immortalato in notturna. Pochi frammenti di film che tuttavia sono la prima documentazione visiva mai realizzata in provincia. A fine di giugno 2011 era stato avvistato in provincia di Bolzano, appena oltre il confine, nei pressi del passo Palade.

Oltre ai filmati, anche le piste su neve finora seguite confermano che l'animale certamente presente in zona è uno solo; è uno dei 250 esemplari della popolazione nelle Alpi occidentali (tra Piemonte e Francia). La specie ha un importante ruolo di carnivoro al vertice della piramide alimentare nell'ecosistema alpino, è particolarmente protetta dalla normativa europea e nazionale e non rappresenta alcun pericolo per l'uomo.

Il monitoraggio condotto nel 2011 nel settore montuoso che va da Bresimo a Fondo lungo il crinale con la val d'Ultimo, ha consentito di recuperare due campioni organici (urina e feci) che hanno confermato la presenza dell'esemplare nonché l'identità dello stesso.

 

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