Internet e Sicurezza
(febbraio 2012) - Sono oltre 1.200 le scuole che, su invito del Ministero dell' Istruzione, dell'Università e della Ricerca, hanno deciso di aderire al Safer Internet Day. I dati emersi: il 63% dei genitori italiani dichiara di "agire in maniera positiva" suggerendo ai propri figli come comportarsi con i propri contatti on line, parlando delle situazioni che possono turbarli (56%) o di quelle che già li hanno infastiditi (26%), come rileva la ricerca condotta da EU Kids Online.
La ricerca è stata realizzata con interviste a un campione di 25.142 ragazzi di età compresa tra i 9 e i 16 anni, fruitori di internet, e altrettanti genitori (uno per ragazzo), tra la primavera e l'estate del 2010 in 25 paesi europei compresa l'Italia.
La gran parte dei genitori si considera "sicura e capace" di aiutare i propri figli nel caso in cui questi si imbattano i situazioni spiacevoli in rete e i genitori dimostrano una discreta fiducia nelle capacità di autodifesa dei ragazzi (70% in Italia). Questa consapevolezza, tuttavia, è in qualche modo condizionata, se si considera che il 54% dei genitori va a controllare comunque ex post i percorsi di navigazione dei propri ragazzi.
Molti genitori (l'82% in Italia, percentuale più alta del 10% rispetto alla media europea) ritengono "altamente improbabile" che i propri figli possano imbattersi in situazioni spiacevoli nei sei mesi successivi all'indagine. Tuttavia, dalla stessa indagine emerge che il 39% dei ragazzi italiani dichiara di ignorare i consigli dei propri genitori talvolta, mentre l'8% li ignora completamente. Vi è dunque un divario sensibile tra i comportamenti effettivi on line dei ragazzi e la percezione che ne hanno i genitori.
Di quali comportamenti stiamo parlando? Alcuni dati allarmanti emergono dalla ricerca condotta da Save the Children "Sessualità e Internet: i comportamenti dei teenager italiani" realizzata da Ipsos nel 2011 attraverso 1272 interviste effettuate presso adolescenti e pre-adolescenti dai 12 ai 19 anni di Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud Italia e Isole, tutti con accesso al web.
Ebbene: 1 ragazzo su 3 invia o riceve messaggi a sfondo sessuale, il 32% dei teen ager dà il suo numero di cellulare a qualcuno conosciuto online, il 27% si dà appuntamento di persona con qualcuno contattato in internet e il 17% ha rapporti intimi con persone contattate via web.
"Internet è un luogo irrinunciabile della quotidianità dei ragazzi, dove sperimentano l'amicizia, le relazioni sociali, le informazioni e in qualche modo anche la sessualità, esponendosi però a gravi e reali rischi", commenta Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia.
E' nato un tavolo si lavoro a cui siedono per la prima volta organizzazioni di tutela dell'infanzia come Save the Children e colossi dell'informatica come Google o Facebook, con l'intento comune di definire regole e prassi per garantire una maggiore tutela dei minori on line.