Museion premiata per Carl Andre
(Bolzano 29 marzo 2012) - Una bella soddisfazione per Letizia Ragaglia: oggi è arrivata la notizia che la mostra "Carl Andre" riceverà il prestigioso premio di "mostra speciale" del 2011 (Besondere Ausstellung des Jahres 2011) assegnato dall'AICA, l'associazione internazionale dei critici, sezione Germania.Il riconoscimento va alla personale dell'artista americano che ha avuto luogo nel 2011 presso il Museum Kurhaus Kleve (17.04 - 28.08.2011) e in seguito al Museion di Bolzano (17.09.2011 - 08.01.2012). Secondo la giuria, alla mostra va il merito di essere riuscita a mettere in luce sia l'opera scultorea di Carl Andre che i suoi lavori sui testi, illustrando l'effetto di sinergia dei due periodi creativi dell'artista.
L'esposizione, nata dalla collaborazione il Museum Kurhaus Kleve e Museion, è stata curata da Roland Mönig e Letizia Ragaglia. Quella a Museion è stata la prima celebrazione museale di Carl Andre per l'Italia. Il conferimento del premio "mostra speciale 2011" avrà luogo sabato, 31 marzo prossimo nel corso di una cerimonia ufficiale presso il Museum für Gegenwartskunst di Siegen, Germania.
Intanto a Museion due eventi: la Project Room con Francesco Arena (che tocca un nervo scoperto della storia cittadina) e la mostra sull'Italia...che c'è e non c'è, ovvero "M - A - C - C - H - I - N - A - Z - I - O - N - I" - la mostra di Claire Fontaine che ha aperto a febbraio la stagione espositiva 2012 di Museion.
Una sagoma dell'Italia composta da migliaia di teste di fiammiferi, materiale "incendiario" , sottolinea la precarietà in cui si trova il paese e alludere alla catastrofe costantemente in agguato. È questa una delle installazioni del collettivo Claire Fontaine, fondato a Parigi nel 2004 (prende il nome da una nota marca francese di quaderni e cancelleria).
I suoi lavori, animati da una ricerca teorica, riprendono spesso a quelli di altri: Claire Fontaine si definisce infatti un'artista "ready made", mettendo in discussione la figura stessa dell'artista, definita "singolarità qualunque" equivalente di un orinale o di una scatola di sapone "Brillo", e quindi altrettanto intercambiabile.
Quella di Museion è la prima personale del collettivo in un museo italiano. Le opere di Claire Fontaine nascono e si riferiscono a situazioni socio-politiche di scottante attualità, e contengono brillanti metafore e una forte carica utopica. Al museo di Bolzano il collettivo presenta una selezione di lavori esistenti e nuove produzioni: dai video alle scritte al neon fino alle installazioni e alle "sculture-macchinari".
L'esposizione propone una riflessione sull'economia come sistema chiuso e irrazionale, intento a mantenere a ogni prezzo lo status quo esistente. Il titolo della mostra è un riferimento alla metafora della "macchina" intesa come essenza del capitalismo, basato sull'incessante meccanismo di produzione-consumo - immagine impiegata per la prima volta dall'economista Joseph Schumpeter nel 1942.
The Invisible Hand, 2011 è una scultura formata da un pendolo di Newton in cui delle sfere di metallo si muovono all'interno di un piccolo campo da tennis. Si tratta di un gioco antistress, personalizzato per la società Lehman Brothers, acquistabile in internet e pubblicizzato come il regalo ideale per un "grande amministratore delegato". Il gadget è stato modificato per essere perpetuamente in moto, creando un campo elettromagnetico tra le sfere. L'opera insiste così sulla mancanza di scopo dell'attività continua e sul circolo vizioso dei cicli economici. Essa rappresenta inoltre una considerazione retrospettiva sul clamoroso fallimento della compagnia nel 2008, simbolico per la crisi che stiamo ancora attraversando.
"Invitare Claire Fontaine nel 2012 a fare una mostra personale a Museion vuol dire ribadire le potenzialità e lo spazio di azione che può avere l'arte contemporanea socio-politicamente impegnata. Quello che emerge dalla mostra è l'intenzione e la capacità dei lavori di Claire Fontaine di innescare processi di pensiero e, allo stesso tempo, di credere che l'arte possa creare spazi aperti, persino utopici" ha detto all'inaugurazione Letizia Ragaglia, direttrice di Museion e curatrice della mostra.
Prosegue intanto il progetto "Passage" ideato da Martin Gamper con il quale il Museo ha puntato su una politica museale molto "cittadina" trasformando il pianoterra in una piazza per la città a suon di aperitivi "supportati" finanziariamente all'assessorato provinciale alla cultura della provincia di Bolzano.
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