Gustav Klimt torna a Venezia
(Venezia 10 febbraio 2012) - Una presenza determinante per l'arte italiana: Gustav Klimt nei primi due decenni del secolo scorso lasciò in Italia un segno indelebile e nel 1910 partecipò con clamore e ovazioni alla Biennale di Venezia.
Cento anni dopo, l'artista torna a Venezia per la mostra che la neo-direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia, Gabriella Belli, ha scelto di dedicargli come incipit di un programma di eventi all'insegna delle grandi collaborazioni internazionali. Si tratta infatti di una co-produzione tra il Museo Belvedere di Vienna e la Fondazione Musei Civici di Venezia con la curatela scientifica è di Alfreid Weidinger, uno dei massimi esperti dell'artista austriaco.
"Gustav Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione" avrà due sedi espositive (il Correr e Cà Pesaro) e molti capolavori. Presenterà infatti un ciclo eccezionale di dipinti, a rari e preziosi disegni, mobili e raffinati gioielli, ma anche elaborate ricostruzioni e interessanti documenti storici, la genesi e l'evoluzione, in ambito architettonico e pittorico, dell'opera di Klimt e di quanti con lui diedero vita alla Secessione viennese.
Il progetto espositivo, presentato oggi a Venezia, celebra anche i 150 anni del Museo Correr (1862-2012) e rappresenta non solo l'omaggio ad una figura come quella di Klimt, determinante per lo sviluppo delle arti in Italia, ma anche una rilettura della fitta trama di legami che segnò il modernismo europeo ed ebbe tra i suoi protagonisti di spicco personaggi come Minne, Jan Toorop, Fernand Khnopff, Koloman Moser.
La mostra racconta come l'arte intercettò architettura, pittura e arti applicate. Un legame primeggia su tutti: quello con Josef Hoffmann. Klimt aveva conosciuto l'architetto e interior designer a Vienna. Con lui condivise incarichi, clienti, amici e la tensione verso l'opera d'arte totale, che nel Fregio di Beethoven (1901-1902) e nelle decorazioni di Palazzo Stoclet a Bruxelles (progetti che saranno esposti nella mostra veneziana), ha trovato uno dei punti piu alti della sua utopica realizzazione.
Nelle sale del Correr, accanto ai cicli sopra ricordati, saranno riunite per la prima volta insieme la Giuditta I (1901) e l'opera Giuditta II (1909), acquistata alla Biennale del 1910 per la Galleria Nazionale Moderna di Ca' Pesaro, oltre ad alcuni capolavori del Belvedere di Vienna, l'istituzione proprietaria della più consistente collezione di olii su tela di Klimt, e altri provenienti da collezioni pubbliche e private tra cui Lady davanti al camino (1897/98) e Gli amanti (1901/1902), Hermine Gallia (1904), Il Girasole (1907) opere che precedono l'acclamata partecipazione alla Biennale di Venezia del 1910.
A testimonianza di quanto fosse forte l'influenza di Klimt sulla cultura figurativa italiana dell'epoca, verranno esposti nelle sale di Ca' Pesaro (31 marzo - 8 luglio), come completamento e corredo della mostra al Correr, il grande ciclo decorativo di Vittorio Zecchin, Le mille e una notte, e la Primavera di Galileo Chini, concessa in prestito dalla Galleria Nazionale d'arte Moderna di Roma.(C.Perer)