Dopo i tagli, la soluzione: confluirà al Mart di Rovereto.

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autunno 2009: l'assessore Lucia Maestri e Danilo Eccher al varo della mostra per il ventennale della Galleria che nel frattempo si era trasformata in Fondazione pubblico-privata

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 novembre 2011 - "Mi sono trovata in una tempesta imprevista e imprevedibile. Resto fiduciosa: stiamo lavorando ad un'ipotesi di convenzione con il Mart sulla scorta delle esperienze del MOma. La Galleria può davvero diventare il centro sperimentale di un grande museo e su questo rispongo le mie speranze" (Lucia Maestri)

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Ormai pare più che probabile: la Fondazione Galleria Civica di Trento potrebbe confluire nel Mart. A questa ipotesi sta lavorando con sempre maggiore convinzione l'assessore provinciale alla cultura Franco Panizza. Bisognerà vedere con quale autonomia tra Eccher e Collu.

 

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ll Presidente Danilo Eccher pare poco convinto. "Se la Galleria confluisce nel Mart ci sarà lo scioglimento della Fondazione e l'azzeramento della memoria di una istituzione, ma anche la possibilità di ripartire da zero".

 


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Fondazione Galleria Civica di Trento: fusione nel Mart

Trento 4 febbraio 2012 - Ormai pare più che probabile: la Fondazione Galleria Civica di Trento potrebbe confluire nel Mart. A questa ipotesi sta lavorando con sempre maggiore convinzione l'assessore provinciale alla cultura Franco Panizza.

Il cda della Fondazione allargato agli assessori comunali e provinciali hanno ridiscusso la situazione e il Presidente Eccher dovrà ingoiare il boccone amaro. "Se la galleria confluisce nel Martci sarà lo scioglimento della Fondazione e l'azzeramento della memoria di una istituzione ma anche la possibilità di ripartire da zero". Come diree: se proprio non si può fare diversamente, vada per la fusione. In attesa di una nota ufficiale al riguardo, parla Panizza, assessore provinciale.

"C'è la possibilità positiva che la Civica possa confluire nel Mart salvaguardando la sua storia e con una certa autonomia, ma con una governance in capo al Mart" dice l'assessore. Il che non vorrebbe dire andare a finire a Rovereto ma essere gestiti da Trento nella prima sede del Mart a Palazzo delle Albere accanto al futuro Muse.

Cristiana Collu lo aveva detto al suo insediamento. "Collaborare con Museion e con la Galleria Civica di Trento se finora non è stato possibile, ora è più che auspicabile", aveva dichiarato la neo eletta direttrice.

Come si ricorderà la situazione si era fatta incandescente a fine novembre: alla galleria Civica di Trento erano stati comunicati sostanziosi tagli: per il 2012 soltanto 140.000 euro dei 420.000 iscritti a bilancio nei passati esercizi.

Lucia Maestri assessore comunale alla cultura subito messa in croce, si era detta la più sorpresa di tutti. I dietro le quinte parlavano di sedute di giunta in cui per ben due volte l'assessore avrebbe minacciato di dimettersi. La Maestri si sarebbe trovata sola: persino i due colleghi del PD avrebbero taciuto, lasciandola a svolgere il compito arduo di difendere quella che comunque viene percepita come la "sua" creatura, ovvero il salvataggio e la ristrutturazione della gloriosa Galleria in Fondazione pubblico-privata che in tre anni i risultati li ha dati eccome.

Per capire che qualcosa effettivamente non deve essere andato come la stessa Lucia Maestri avrebbe voluto, bisogna tornare indietro al 15 ottobre quando alla inaugurazione del primo segmento di Biennale con il padiglione Italia del Trentino Alto Adige riservato agli artisti senior Lucia Maestri era raggiante e ci disse: "Vedrete che bello il secondo allestimento. Sono contenta: ci sono molti artisti giovani cresciuti e usciti dalla sperimentazione della Galleria Civica: ciò significa che in questi tre anni abbiamo puntato bene".

In quell'occasione l'assessore alla cultura confidò a SENTIRE che da tempo era in atto una spola tra Via Belenzani sede della galleria e via Romagnosi (dove ha ufficio l'assessore provinciale Panizza) per risolvere quello che al momento era il problema più urgente: dare una sede adeguata e congrua alla galleria.

Ad una nostra boutade sul quartiere delle Albere di Renzo Piano, area prodiga di spazi generosamente alla ricerca di possibili compratori, Lucia Maestri ammise che proprio in quella direzione si stava lavorando. Il sistema Muse-Mart avrebbe quindi avuto un soggetto in più, rivolto alla sperimentazione per dialogare su arte e scienza che tra l'altro è alla base del programma culturale della stessa galleria Civica per i prossimi anni.

Dunque al 15 ottobre il problema era semmai uno: individuare una nuova prestigiosa sede. Non certo la dotazione finanziaria, con una assessora decisa a dare soluzione definitiva al problema degli spazi, convinta che la soluzione a suo tempo da lei stessa caldeggiata di una Fondazione che inaugurasse un inedita partnership tra pubblico e privati, era stata davvero un'intuizione strategica.

Cosa può essere successo dopo? "E' accaduto tutto improvvisamente, posso assicurare che le cose sono precipitate in maniera del tutto imprevedibile" ci aveva detto
(Corona Perer)


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L'INTERVISTA - 27 NOVEMBRE 2011

I tagli, le accuse alla sua gestione da parte del Presidente Eccher. Assessore, ma cosa è successo veramente?
E' accaduto che mentre stavamo lavorando al programma e anche alla questione della sede, è stato chiesto al Comune un taglio alla manovra di bilancio di ben 8 milioni di euro. Tra i numerosi effetti immediati è stato proposto un ridimensionamento della partecipazione del Comune alla Galleria e una ripensamento generale sulle priorità amministrative?

Priorità culturali o priorità gestionali?
Gestionali anzitutto. E' sparito anche un milione di euro per i trasporti e per non introdurre tasse mantenendo il più possibile i servizi al cittadino è stata fatta una scelta: dare priorità al welfare e ai servizi a protezione della persona (come gli asili nido) incidendo su altre voci non urgenti.

Questo fa trasparire una percezione della cultura come accessorio superfluo?
No, il Comune si è semplicemente guardato intorno e ha pensato che i costi della cultura potevano essere condivisi con altre istituzioni. Di fatti il taglio al Cultura sul fronte del Santa Chiara, di ben 270.000 euro, sarà accollato dalla Pat e quindi la proposta culturale cittadina non subirà contraccolpi anche se il Comune, costretto a disinvestire, avrà meno voce in capitolo. L'altro taglio di 280.000 sui 420.000 destinati alla Galleria è l'altro contraccolpo che chiede di aprire una partita importante sulla quale credo si possano trovare soluzioni gestionali.

Ad esempio?
Penso che alcuni servizi potrebbero essere condivisi con il Mart, ad esempio. Come ha fatto il MOma il Mart potrebbe avere nella galleria la sua estensione rivolta alla sperimentazione. I miei uffici stanno lavorando alacremente per immaginare un'ipotesi di convenzione sulla quale studiare una formula gestionale che garantendo autonomia alla Galleria (perchè diversamente non potrebbe operare) le assicuri un ombrello istituzionale e la sopravvivenza, con formule e costi che certamente non potranno più prevedere gli originari 420.000 euro del Comune a cui si aggiungevano i 280.000 dei soci privati...

La galleria insomma costava 800.000 euro. Non poco in effetti. Ma lei che posizione ha davvero assunto in Giunta?
Sono l'unica ad essermi realmente battuta facendo presente il rischio di una decisione che decreterebbe la morte della Galleria visto che se il 2012 è stato pesantemente ridimensionato, nel 2013 e 2014 la voce di capitolo è addirittura scomparsa.

E lei che sentimenti prova di fronte a tutto questo?
Io provo una amarezza infinita e capisco anche l'amarezza di Eccher, anche se alcune sue dichiarazioni mi amareggiano ancora di più. Il taglio totale su 2013 e 2014 sarebbe devastante. Ho ripetutamente fatto presente che decretare la morte della Galleria è non solo ingiusto ma politicamente sbagliato, non sono stata passiva, ma soprattutto non ho perso la speranza che si possa rivedere magari non tornando a quella cifra ma con strumenti gestionali che possano assicurare il futuro. Abbiamo fatto un lavoro enorme in questi tre anni: l'abbiamo salvaguardata e ristrutturata.

Ma scusi, lei non aveva avuto avvisaglie di alcun tipo?

Posso dire questo: ad agosto dissi in un incontro con l'assessore Panizza, che la nostra convinzione era una e cioè che la Galleria Civica era già patrimonio trentino. E quindi senza farne la filiale del Mart la si poteva immaginare come il luogo per la sperimentalità dell'arte, lui aveva assicurato un interessamento già a settembre, davanti al sindaco Andreatta.

Ma che cosa in concreto vi ha suggerito?
Nell'ipotesi di auspicate collaborazioni con il Mart che garantissero comunque autonomia progettuale e gestionale ma con una condivisione dei servizi, Panizza aveva detto al comune di Trento di permanere nella gestione diretta.

Ora dunque, su cosa pensa che si possa davvero sperare?
Su due elementi. Anzitutto il bilancio del quale stiamo parlando è ancora una bozza! Parliamo dunque di un documento che si può ancora modificare. Poi la speranza è che la Pat guardi alla nostra esperienza e possa percepirla come una risorsa. Precedenti internazionali fanno scuola: il Moma ad esempio ha un suo centro sperimentale. Vedo che Panizza ha dichiarato di voler garantire un suo aiuto, io spero che tutto questo possa ripristinare una agibilità di campo da parte del Comune. Magari non daremo più i 420.000 euro di un tempo ma almeno non la si decreti morta!

Le dichiarazioni di Eccher non sono state morbide nei suoi confronti...
Capisco l'amarezza, meno alcuni toni. Comunque c'è il margine per tentare soluzioni anche se il percorso sarà faticoso.

Può aver giocato in Giunta la sensazione che si percepisce anche dalle prime reazioni dei trentini e cioè che il lavoro sperimentale della galleria fosse un lavoro troppo di nicchia, da alcuni definito elitario e quindi alla fine la Giunta lo abbia ritenuto superfluo?
L'arte contemporanea è sempre arte di nicchia, il fatto che abbia un target limitato può certamente aver pesato, ma proprio per ciò che è stata ed è diventata, la Galleria merita uno sforzo. Con Villiani stavamo lavorando ad un importante programma su arte-scienza per il 2012, con il coinvolgimento della Fondazione Pistoletto, e lo si stava facendo serenamente...

I soci privati in tutto questo sono stati adeguatamente coinvolti?
Un mese fa, all'atto della discussione sul rinnovo della convenzione era stata garantita la nostra permanenza, per questo si sentono traditi, ma abbiamo di fronte a noi un mese e mezzo circa che sarà cruciale. Molto dipenderà dalla Finanziaria della Pat.

Assessore lei sente di avere la coscienza a posto o c'è qualcosa che possa ammettere non sia andato come doveva?
In tutta coscienza posso dire che ho ancora la stessa soddisfazione: alzarmi ogni mattina e riconoscermi mentre mi guardo allo specchio. Io non sto abdicando alle mie funzioni, non si tratta della mia competenza o meno. Mi sono trovata in una tempesta imprevista e imprevedibile e sono determinata ad arrivare comunque in porto. Io resto fiduciosa.

 

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