Arnout Visser a Bolzano
Un interessante workshop si è svolto al centro sperimentale altoatesino Vetroricerca Glas&Modern, evento coordinato dal Prof. Kuno Prey della Facoltà di Design e Arti - Libera Università di Bolzano.
A condurre il lavoro, Arnout Visser, designer di grande esperienza, tra i creativi dello studio Olandese Droog Design, già coinvolto in passato in progetti di riciclo e riutilizzo di materiali destinati ad essere eliminati.
Da sempre interessato al vetro, materiale che predilige per la sua versatilità, per la capacità di assumere forme sempre innovative mantenendo una straordinaria semplicità, ha realizzato insieme ad un gruppo di studenti della Facoltà di Design e Arti e giovani tecnici di VetroRicerca Glas&Modern, una serie di opere che verranno presentate al pubblico in occasione della Kunsart12.
La domanda che ci si porrà durante la sperimentazione è la seguente: "tra le migliaia di tonnellate di materiali, "sani" e riutilizzabili che nel mondo quotidianamente gettiamo, c'è a possibilità di pensare ad un nuovo ciclo "vitale"?
È questa la sfida che "up cycled design" intende porsi, cercando di comprendere nello specifico dei materiali vetrosi, quali sono i criteri produttivi che danno vita a nuovi prodotti ma anche i normali percorsi che bottiglie, lastre,oggetti d'uso quotidiano percorrono quando vengono gettati nella spazzatura.
Da vetro nasce vetro, materiale eco-compatibile per eccellenza, può essere riciclato infinite volte, dando vita a contenitori sempre nuovi e dalle proprietà originarie invariate.
Proprio per questa continua capacità di rigenerarsi, il vetro è il miglior testimone della rivoluzione copernicana che, nella percezione comune, sta riconoscendo ai rifiuti da imballaggio il valore di risorsa - dal punto di vista ambientale ed economico - e non di scarto da smaltire.
Ma questi "rifiuti" di vetro, attraverso l'avvicendamento di creatività ed eccellenza tecnica, possono generare nuovi prodotti "desiderabili"?
E' questa la sfida che s'intende perseguire, utilizzare un pensiero creativo/artigianale che non intende riproporre oggetti di down cycling ma piuttosto, prodotti che pur nascendo da una omologazione, rinascono per una distribuzione limitata, frutto di un percorso che rimette in risalto creatività , ma anche quella competenza artigianale capace di rendere unici oggetti anonimi.