Stella, gli italiani ringraziano
(31 gennaio 2012) - Un plebiscito radiofonico: "Grazie dottor Stella per tutto quello che sta facendo per tutti noi italiani". Ha il merito di aver sollevato in tempi in cui non se ne parlava affatto, il tema dei costi della politica e della casta. Se ne parliamo oggi è per merito suo e del collega Sergio Rizzo.
Da qualche tempo le conferenze spettacolo di Gian Antonio Stella (che ovunque registrano il full), sono divenute anche teatro. Sul tema del razzismo - ad esempio - il suo stile di fare vero giornalismo si avvale anche della mediazione del palcoscenico per strappare qualche risata, molto molto amara, sulle miserie italiane.
Gian Antonio Stella insomma registra consensi ovunque. Per la sua franchezza e per la sua coerenza. Come quando dichiara che "Uno stato biscazziere non è ammissibile: il gioco d'azzardo va abolito, punto e basta".
C'è una zona che un po' resiste al fascino di Stella: ed è il Trentino. Uno strano caso, perchè nel 2004 veniva omaggiato con il premio giornalistico Val di Sole: strette di mano, parole di plauso, il presidente della provincia di Trento, Lorenzo Dellai che si complimenta e rende omaggio al grande giornalista.
Ma Gian Antonio Stella è penna libera e di punta. Scrive da cane sciolto, rispondendo alla coscienza, al buon senso, sulla spinta di un realismo e di una concretezza che è tipicamente veneta. E i veneti dicono pane al pane, vino al vino, con quella punta di accento indelebile che (diciamolo una buona volta!) i trentini detestano cordialmente.
Così già la scorsa estate ci fu una levata di scudi a seguito di un "pepato" articolo sul Trentino nell'ambito di un viaggio che Stella con il collega Rizzo stava facendo lungo lo stivale in occasione dei 150 anni dell'unità d'Italia. Giunto in Trentino qualche contraddizione tra irredentismo e nostalgia asburgica non potè sfuggirgli.
Lo scontro diretto si è avuto di recente, quando il "fustigatore" della casta rileva che Dellai con i suoi 21.000 euro lordi di retribuzione mensile guadagna più della Merkel. Che Durnwalder (e lo si sa da tempo) con i suoi 25.000 lordi guadagna più di Obama e il suo vice (sotto di 1000 euro) più di Sarkozy. Detto per inciso Obama "prende" l'equivalente di 23.000 euro, la Merkel 18.800, Sarkozy 21.133.
Non l'avesse mai fatto: in Trentino si è parlato di aggressione premeditata, di disegno preordinato, di velenosa disinformazione. No: Stella ha soltanto trattato dei dati come fa un serio giornalista, come dovrebbero fare tutti i giornalisti. Ha naturalmente ottenuto le piccate risposte degli amministratori trentini, poco disponibili a guardarsi come casta lautamente cresciuta nella pancia della gloriosa autonomia.
Ma la penna ferisce e così all'editoriale sul Corsera sulle "regioni troppo speciali" il governatore trentino replica bollando la presa di posizione come la "solita ondata demagogica e populista" facendo capire che sulle autonomie prese di mira si tratta di manovre salottiere. "Sui nostri soldi decidiamo solo noi" titolava l'Adige indicando sempre - accanto al nome di Stella - l'attributo di "giornalista di origine veneta". Come dire: eccoli i soliti "petulanti" veneti.
Reo di aver detto che le circoscrizioni sono state abolite ovunque - meno che in Trentino - e costano in uno scenario di per sè più costoso e affollato che altrove (tra Regione, Provincia, Comuni, Comunità di Valle e appunto circoscrizioni), il fustigatore ha avuto dalla sua i lettori, anche trentini, che numerosi lo hanno ascoltato nel suo ultimo incontro a Trento. E poi ha avuto dalla sua tutto il popolo web, del quale facciamo parte anche noi. Perciò al fustigatore "fustigato", allo Stella d'annata, una stelletta in più: la nostra. (C.Perer)
> Gian Antonio Stella e i vandali della cultura
> Gian Antonio Stella e il razzismo (italiano)
> LINK