RobertoFloreani,Composizioni astratte
La mostra, curata da Giovanna Nicoletti, raccoglie in un suggestivo percorso espositivo quasi una trentina di opere di grandi dimensioni che tratteggiano la ricerca dell'artista a partire dalla fine degli anni novanta. Roberto Floreani, oggi considerato uno degli artisti di riferimento della sua generazione, utilizza un linguaggio espressivo che combina forte progettualità e originalità risolte nelle forme geometriche che si intrecciano e si combinano sulle superfici materiche.
La pittura di Roberto Floreani "ripensa" una pratica pittorica evocando una dimensione spirituale dove il segno descrive, al di là della rappresentazione, un possibile territorio di confronto.
Dalle stesure sovrapposte degli impasti materici nascono superfici dove le forme si saldano una sull'altra. Il profilo quasi calligrafico di elementi circolari, tratti ora dalla geometria ora dalla natura, che affiora da questi fondali, rimanda a linguaggi che appartengono a culture diverse. Sono tracce di flussi costanti che coniugano generosamente esperienze occidentali con quelle orientali - Roberto Floreani è infatti un esperto praticante di arti marziali.
Il gesto del dipingere si ripete per accumulazioni e sottrazioni tracciando una sorta di mappatura, come se fosse possibile rendere visibile l'intensità di un mantra attraverso l'intricato disegno di un ordito prezioso. Nel percorso di Floreani c'è una forte attenzione alla dimensione cosmica, al Tutto: uno sdoppiamento quasi specchiante e riflettente dell'immagine, un perpetuo procedere per sequenze mobili, apparentemente semplici, fortemente in divenire grazie ad un affioramento di energia che sembra far palpitare il pigmento, evidenziando la possibilità del colore di trattenere, anche solo immaterialmente, la luce che scivola tra le forme caleidoscopiche.
Roberto Floreani (Venezia, 1956) ha tenuto importanti mostre personali sia in Italia che all'Estero. Ha esposto al MART di Rovereto dove figura nei depositi della Fondazione VAF. E' stato invitato nel 2005 alla Quadriennale di Roma e nel 2009 al Padiglione Italia della Biennale di Venezi.