"La Banalità del male" - Dire la tragedia del male nel nostro tempo (drammaturgia e regia di Maura Pettorruso)

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PROGRAMMA 2012

venerdì 27 gennaio, ore 10,30, Teatro di Borgo Valsugana
venerdì 27 gennaio, ore 20,45, Auditorium Melotti, Rovereto
sabato 28 gennaio, ore 10,30, Auditorium Melotti, Rovereto
domenica 29 gennaio, ore 21, Teatro Cuminetti, Trento
martedì 31 gennaio, ore 21, Teatro di Tione


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Aushwitz a teatro

Quando nel 1960, Adolf Eichmann fu rapito da Buenos Aires dove era nascosto, e portato a Gerusalemme, in Israele, per essere sottoposto al processo per i crimini perpetrati da lui e dal regime nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, il mondo, la società, la storia stessa, si trovarono davanti ad una possibilità nuova e importantissima: capire.

Capire qual è il volto del mostro. Capire come può un uomo diventare quel mostro. Capire dove è il confine tra umano e bestiale.

Per questo è nato uno spettacolo teatrale che ha debuttato lo corso anno per la Giornata Mondiale 2011. "Processo alla banalità del male" è una drammaturgia di Maura Pettorruso (che ne cura anche la regia), con Andrea Castelli, Alessio Dalla Costa e Stefano Detassis, (produzione TrentoSpettacoli).

Tutto ruota attorno ad Eichmann che al processo di Gerusalemme si presenta come un uomo quotidiano, qualunque, mediocre: è lui il mostro? Questa lettura-spettacolo parte dalla stessa possibilità: capire. Un testo per ricordare ancora una volta, la sconvolgente razionalità dello sterminio degli ebrei. Una lettura-processo per capire, analizzare, non dimenticare uno dei periodi più agghiaccianti della storia del Novecento.

Adolf Eichmann era nato a Solingen nel 1906. Trasferitosi da giovane con la famiglia in Austria, Adolf Eichmann entrò a far parte del partito nazionalsocialista, e nel 1938 divenne ufficiale delle SS. Capo dell'ufficio per l'emigrazione ebraica di Vienna, nel 1941 venne nominato direttore del dipartimento Eichmann, costituito dall'unione dell'ufficio di ripartizione ebraica della Gestapo con il centro dell'emigrazione ebraica di Berlino, e incaricato dall'organizzazione dello sterminio degli Ebrei in tutti i paesi occupati dai nazisti e in quelli di futura occupazione. Terminata la guerra, si rifugiò prima in Siria, nel 1948, e in seguito, nel 1950, in Argentina, dove visse sotto falso nome fino a quando ne 1960, alcuni agenti israeliani lo scoprirono. Rapito, venne trasportato a Gerusalemme, dove venne processato,e condannato a morte per impiccagione nel 1962.

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