Buoni i dati sul 2011: + 6% di visitatori - Inaugurata la nuova mostra di Claire Fontaine che apre la stagione espositiva 2012 DI Museion. Parte anche il nuovo progetto "Passage"

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"L'arte è diventato un luogo per rifugiati politici.
Offre delle possibilità di sopravvivenza."
Claire Fontaine

 

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Museion presenta MACCHINAZIONI

(Bolzano 3 febbraio 2012) - Una sagoma dell'Italia composta da migliaia di teste di fiammiferi, materiale "incendiario" per sottolineare la precarietà in cui si trova il paese e alludere alla catastrofe costantemente in agguato.

È questa una delle installazioni che si troveranno di fronte i visitatori di "M - A - C - C - H - I - N - A - Z - I - O - N - I" - la mostra di Claire Fontaine curata da Letizia Ragaglia che apre la stagione espositiva 2012 di Museion.

Il collettivo Claire Fontaine, fondato a Parigi nel 2004, prende il nome da una nota marca francese di quaderni e cancelleria. I suoi lavori, animati da una ricerca teorica, riprendono spesso a quelli di altri: Claire Fontaine si definisce infatti un'artista "ready made", mettendo in discussione la figura stessa dell'artista, definita "singolarità qualunque" equivalente di un orinale o di una scatola di sapone "Brillo", e quindi altrettanto intercambiabile.

Quella a Museion è la prima personale del collettivo in un museo italiano. Le opere di Claire Fontaine nascono e si riferiscono a situazioni socio-politiche di scottante attualità, e contengono brillanti metafore e una forte carica utopica. Al museo di Bolzano il collettivo presenta una selezione di lavori esistenti e nuove produzioni: dai video alle scritte al neon fino alle installazioni e alle "sculture-macchinari".

L'esposizione propone una riflessione sull'economia come sistema chiuso e irrazionale, intento a mantenere a ogni prezzo lo status quo esistente. Il titolo della mostra è un riferimento alla metafora della "macchina" intesa come essenza del capitalismo, basato sull'incessante meccanismo di produzione-consumo - immagine impiegata per la prima volta dall'economista Joseph Schumpeter nel 1942.

The Invisible Hand, 2011 è una scultura formata da un pendolo di Newton in cui delle sfere di metallo si muovono all'interno di un piccolo campo da tennis. Si tratta di un gioco antistress, personalizzato per la società Lehman Brothers, acquistabile in internet e pubblicizzato come il regalo ideale per un "grande amministratore delegato". Il gadget è stato modificato per essere perpetuamente in moto, creando un campo elettromagnetico tra le sfere. L'opera insiste così sulla mancanza di scopo dell'attività continua e sul circolo vizioso dei cicli economici. Essa rappresenta inoltre una considerazione retrospettiva sul clamoroso fallimento della compagnia nel 2008, simbolico per la crisi che stiamo ancora attraversando.

"Invitare Claire Fontaine nel 2012 a fare una mostra personale a Museion vuol dire ribadire le potenzialità e lo spazio di azione che può avere l'arte contemporanea socio-politicamente impegnata. Quello che emerge dalla mostra è l'intenzione e la capacità dei lavori di Claire Fontaine di innescare processi di pensiero e, allo stesso tempo, di credere che l'arte possa creare spazi aperti, persino utopici." - così Letizia Ragaglia, direttrice di Museion e curatrice della mostra.

E' intanto partito il progetto Passage ideato da Martin Gamper con il quale il Museo punta su una politica museale "cittadina" e trasforma il pianoterra in una piazza coperta al servizio della città.


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