Le Grandi Mostre sulla Cina - Il curatore Adriano Màdaro ripercorre un cammino "dentro" la storia affascinante delle grandi dinastie

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Un bimbo dal grande destino: il piccolo Pu Yi nel 1907 all'età di 2 anni 

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Adriano Màdaro nei pressi della Città Proibita di Pechino

Otto anni di Cina a Treviso

di Adriano Màdaro

Con i Manciù, la mitica dinastia guerriera fondata da un capotribù di razza tartara nel 1616, e dissoltasi nello sfacelo della corruzione e delle aggressioni coloniali nel 1911, si chiude la lunga e gloriosa storia imperiale della Cina. Nota con il nome cinese di Qing (Purezza) la dinastia mancese conclude il grande progetto delle Mostre dedicate alla Via della Seta e alla Civiltà Cinese nella prestigiosa sede di Casa dei Carraresi a Treviso, promosse da Fondazione Cassamarca.

Un progetto che, in veste di curatore, mi ha impegnato per  ben otto anni lavorando con profondità di ricerca e costante entusiasmo alla complessa realizzazione delle quattro Mostre che hanno ripercorso ventidue secoli di Storia cinese, dal primo Imperatore Qin Shihuangdi, il fondatore del Celeste Impero, all'ultimo "Figlio del Cielo" Pu Yi finito in carcere e, amnistiato, divenuto cittadino comune. Una straordinaria epopea dal Terzo secolo avanti Cristo a oltre la metà del Ventesimo secolo. Ebbene, in questo vastissimo arco di tempo è maturata e si è evoluta non soltanto la Civiltà Cinese, ma anche l'intricata matassa di relazioni e influenze con le civiltà occidentali prima fra tutte quella romana.

Di tutto ciò ne hanno data ampia e irripetibile testimonianza le Mostre di Casa dei Carraresi, "costruite" ognuna lungo un segmento storico documentato con preziosi reperti scelti rigorosamente nei Musei e nei siti archeologici più famosi della Cina. Molti di questi figurano nella lista dei "tesori di Stato" e ancora una volta ringrazio il Governo cinese per averci concesso i prestiti anche di quegli oggetti che sono per legge custoditi gelosamente nei caveaux blindati.

Nell'insieme siamo riusciti, sommando le quattro Mostre, ad esibire a Treviso oltre mille reperti, dai guerrieri di Xian alla giubba del "cittadino imperatore": una sequenza storica unica della quale i nostri cataloghi sono evidente testimonianza.

La mia gratitudine va a tutti coloro (sponsor, storici, archeologi, museali e amici cinesi) che fin dal 2003 hanno collaborato con generosità ed entusiasmo, condividendo il mio progetto, assecondando le mie richieste, accompagnandomi nei siti archeologici più remoti. Sono loro, in definitiva, ad aver premiato il mio lavoro con una dichiarazione della Direzione dei Musei Cinesi che mi ripaga ampiamente di tante fatiche, apprensioni e solitudini: "Le Mostre di Casa dei Carraresi costituiscono la più importante finestra sulla Storia della Cina mai aperta fino ad ora in Europa".

> La mostra

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