Lucio Pinkus racconta la sua vita
Una passione forte per l'uomo e per l'incontro personale, alla ricerca della vita felice. La vita di Lucio Pinkus è un'avventura che si intreccia con la storia d'Italia: dalla condivisione della vita degli immigrati in una borgata della periferia romana agli incontri con Turoldo, Balducci e La Pira, dall'amicizia con Adriano Ossicini al supporto psicanalitico ai terroristi rossi, dalla cura degli epilettici alla crisi con la sua famiglia religiosa e alla seconda vita che ricomincia in un piccolo monastero di Arco, vicino al lago di Garda, in un'inedita, controcorrente comunità mista composta da due frati e cinque monache.
Figlio di ebrei tedeschi fuggiti dalla Germania nazista, nato nel 1942 e battezzato cattolico vicino al campo di concentramento calabrese dove i genitori erano stati internati, Lucio Pinkus -frate nell'Ordine dei Servi di Maria - racconta ora la sua vita in un libro di prossima uscita per la casa editrice Il Margine.
Laureato in psicologia e specializzato in età evolutiva e in analisi junghiana è stato professore all'università di Roma. Da sempre vicino alle umane sofferenze e in particolare ai malati terminali - nel solco dell'agire terapeutico di Gesù - Pinkus è sempre stato un irregolare, un anticonformista, uno spirito libero dentro la Chiesa dell'obbedienza.
Il religioso, già ordinario di psicologia dinamica all'università La Sapienza di Roma e all'università di Venezia, psicoterapeuta, è autore di numerosi saggi, tra cui Psicopatologia della vita quotidiana (con G. Crea, Rogate 2010), Maria di Nazareth fra storia e mito (Emp 2009), Tossicodipendenza e intervento educativo (Erickson 1999), Epilessia, la malattia sacra (Borla 1992).
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