Dovevano sfamare 5000 famiglie: ne hanno aiutate 14.720. Dovevano raccogliere 150.000 euro, ne hanno raccolti 300.000 e con ciò che resta interverranno per fermare la desertificazione. Il grande successo della cordata trentina promossa da Fondazione Caritro

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Dovevano essere sfamate 5000 famiglie ne sono state raggiunte 14.720.

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Somalia, il volo della solidarietą

(Trento, 22 maggio 2012 - C.Perer ) -  La fame continua, la povertà imperversa cronica, si vive ancora in baraccopoli dove una tenda sorretta su 4 pali d'albero basta a fare una casa, ma intanto qualcuno ha potuto ricevere l'aiuto dalla cordata trentina che continuerà la sua missione.

Sono stati resi noti i risultati ufficiali della campagna "Il Volo della Solidarietà" di cui si è fatta capofila Fondazione Caritro con un primo versamento di 20.000 euro, poi raddoppiati e portati a 40.000, e ulteriormente innalzati con il pagamento del cachet per Noa, il cui concerto a Trento ha poi prodotto altri 10.000 euro.

La campagna "Un volo di solidarietà" ha davvero volato alto. La cordata partita ad agosto 2012, già ad ottobre 2011 aveva raccolto 170.000 euro grazie alle donazioni di una quarantina di realtà tra enti, istituzioni a cui si sono aggiunti numerosi privati.

Ancora più stupefacenti i risultati finali. Se si considera che l'obiettivo era arrivare a 150.000 euro e che si dovevano sfamare 5000 famiglie, il bilancio finale rendiconta il doppio: una raccolta di 297.000 ero, 239.000 dei quali già distribuiti. Sono state aiutate in totale 14.720 e se si considera che ogni famiglia conta almeno 10 componenti, sono quasi 150.000 le bocche sfamate.

In dettaglio in corso 2011 (e in soli 4 mesi) erano stati raccolti 174.648 euro, a cui si sono aggiunti 122.209 euro raccolti nei primi 4 mesi del 2012. Un rendiconto che porta un avanzo di amministrazione di 65.000 euro che sarà utilizzato per interventi strutturali contro la siccità, ovvero finanziando una campagna di forestazione che possa rallentare e fermare la desertificazione nella regione del Basso Shabelle, nella Somalia meridionale.

I dati sono stati resi noti ieri a Trento nella sede della Fondazione in via Calepina con la partecipazione di Franco Dalla Sega consigliere del Comitato di gestione della Fondazione, Antonietta Felicetti e Tiziana Bresciani dell'associazione "Una scuola per la vita" da tempo presente in Somalia, e da Sareeda Cali, co-fondatrice della associzione e snodo cruciale per coordinare logisticamente su terra somala l'intervento.

La cordata trentina ha infatti acquistato i beni in loco (pur nella tragica situazione somala non mancano magazzini con ingenti quantitativi di viveri importati dall'estero) attivando così anche un'operazione di economia locale certamente non facile da gestire da un punto di vista logistico ma indubbiamente importante per la realtà locale.

In totale sono stati consegnati 2.693 quintali di riso, 688 quintali di mais, 683 quintali di fagioli, 33.525 litri di olio, 730 quintali di farina con interventi di giorno e anche di notte per evitare le incursioni dei miliziani che tengono in scacco l'esercito regolare somalo e la popolazione e in qualche momento hanno tentato di ostacolare la consegna di aiuti. Ma il dato più importante sta nel risultato pratico: è stato fermato nel suo momento più critico l'esodo di queste popolazioni in preda alla fame.

Resta un problema: come dare continuità ad un'operazione che ha agito nell'emergenza e che ha potuto solo tamponare - senza cancellarla - la piaga di un popolo allo stremo nella povertà e nella guerra tra bande che ha affamato l'intero paese. E che purtroppo prosegue.

Ne parlerà domani sera a Nomi Mario Raffaelli e la stessa Sereeda Cali che terranno una serata informativa sulla Somalia (ore 20,30 - Sala della Vigna- 23 maggio).

Ma c'è un altro risultato culturale importante e lo ha ricordato il prof. Franco Dalla Sega di Fondazione Caritro. "La solidarietà è diventata seme se è vero come è vero che dovevamo premiare gli studenti di Rovereto che avevano vinto il concorso "Conoscere la Borsa". Spettava loro un viaggio il cui costo era di 3000 euro: ebbene i ragazzi hanno rinunciato e hanno preferito devolverli ad un progetto solidale in un villaggio messicano. A quel punto abbiamo raddoppiato il nostro intervento portandolo a 6000 per premiarli ulteriormente del bel gesto. Questi sono i segni positivi e ci sembrava giusto informarvi di questo" ha concuso Dalla Sega.

Perchè è vero: la solidarietà più bella diventa anche contagiosa.

 


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