Protagonisti del Futurismo

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Nella foto Paesaggio con ponte di ferro (Berlino), 1922
Olio e collage su tela, 49 x 35,5 cm
Rovereto, Mart - PAT 360675

Marcello, detto...Iras Baldessari

(Rovereto 13 maggio 2012) - Nato a Innsbruck nel 1894, ma roveretano di formazione, nel 1915 Roberto Baldessari si trasferì a Firenze, dove frequentò il Caffè Giubbe Rosse, entrando in contatto con i futuristi e stringendo importanti amicizie con Filippo Tommaso Marinetti, Remo Chiti, Achille Lega, Primo Conti, Dino Campana e Ottone Rosai.

Il soprannome "Iras" (la fine del suo cognome al contrario) fu adottato per distinguersi dall'omonimo Luciano, con cui veniva continuamente scambiato.

Iras Baldessari definì il proprio stile accostandosi a Umberto Boccioni ma anche alla figurazione, e in particolare prese a modello il lavoro di Ottone Rosai e l'elemento "ordinatore" presente nelle opere di questo artista sotto forma di "tagli" o "linee-forza" che scompongono figure, oggetti e paesaggi.

Scoppiata la Grande Guerra, Iras Baldessari ne testimoniò la portata tragica con il toccante dipinto "Treno dei feriti", del 1918, conservato al Museo Civico di Rovereto e presente in questa mostra.

Sempre di questo periodo è l'amicizia con Ardengo Soffici. Questa evoluzione è testimoniata ad esempio dall'opera "Berlino. La Sprea (Paesaggio con ponte di ferro)", del 1922, una tempera con inserti di collage su cartone (>> nella FOTO)

Dopo il 1925, l'artista si dedicò alla pittura di paesaggio e all'incisione, collocandosi a metà strada tra Futurismo e il ritorno alla tradizione teorizzato dagli artisti del gruppo Novecento: i suoi inizi all'Accademia di Belle Arti di Venezia con gli artisti veneziani di Ca' Pesaro, il legame con la "tradizione" e la continuità con il passato riemersero nuovamente.

Trasferitosi in Germania, tra il 1934 ed il 1937, prima a Hannover ed in seguito ad Altona, presso Amburgo, Baldessari tornò al primo amore, il futurismo, in occasione del lancio internazionale dell'aeropittura (Amburgo, Berlino e Vienna) voluto da Marinetti.

Una mostra  gli è stata dedicata un anno fa a Casa Depero nel programma di esposizioni dedicate ai "compagni di viaggio" di Fortunato Depero con un progetto espositivo a cura di Nicoletta Boschiero (con la direzione scientifica di Gabriella Belli) che ha permesso di esporre e ammirare una dozzina di tele e circa venti tra disegni e incisioni di Baldessari in deposito o proprietà del Mart, insieme ad alcuni prestiti importanti concessi dal Museo Civico di Rovereto.

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