Frans Van der Hoff:Crisi,dono di Dio
Sandali ai piedi e borsa di lana a tracolla, il missionario olandese Frans van der Hoff ha fondato nel 1988, in collaborazione con Nico Roozen e l'Ong Solidaridad, il primo marchio equo e solidale "Max Havelaar".
La grande ed utopistica intuizione di un "altro mondo possibile" e le strette relazioni di Frans van Der Hoff con i piccoli produttori di caffè messicani nello stato di Oaxaca riunitisi nella cooperativa "Uciri" hanno garantito l'approvvigionamento di caffè alle organizzazioni di commercio equo europee e nord americane e di conseguenza il successo del fair trade nel mondo. Da sempre in prima linea contro lo sfruttamento van der Hoff ha voluto scrivere nero su bianco in questo piccolo ma incisivo libro le sue riflessioni, partendo dalla sua esperienza sul campo.
Nel suo "Manifesto dei poveri", un centinaio di pagine molto intense e dal sapore profetico, condensa il pensiero economico e sociale e le esperienze di resistenza all'iniquità del sistema capitalistico globale.
"La crisi che i paesi sviluppati stanno vivendo è un regalo di Dio, perché obbligherà a rivedere tutte le strategie, e a percorrere vie nuove" afferma.
Il suo è un vademecum del cambiamento possibile e l'idea è semplice ma rivoluzionaria: il lavoro umano ha una sua dignità e un suo prezzo. Se la logica delle multinazionali sfrutta la fatica dei produttori, bisogna metterli in contatto diretto con i consumatori, aggirando in questo modo il Moloch delle leggi del mercato. Secondo van der Hoff, quando si rimette l'economia al suo posto, che non è il primo, che spetta invece alla vita delle donne e degli uomini, al loro lavoro e alla loro dignità, il mondo e la società non possono che trarne beneficio.
Nel 1970, Van Der Hoff va a vivere a Santiago del Cile per lavorare nei barrios come prete-operaio. Durante il golpe del 1973, si trasferisce in Messico per continuare la sua opera nelle baraccopoli di Città del Messico. Sette anni più tardi, si sposta a Oaxaca nel sud del Messico. Come prete-operaio, si integra velocemente nella comunità e sperimenta in prima persona la miseria e le difficoltà economiche dei produttori locali di caffè.
Nel 1981, partecipa alla creazione di UCIRI (Union de Comunidades indígenas de la Region del Istmo), una cooperativa di piccoli produttori di caffè fondata con l'obiettivo di affrancarsi dagli intermediari locali, chiamati anche coyotes.
Nel 1985, Van der Hoff incontra Nico Roozen alla stazione di Utrecht tramite un amico comune. Roozen, che era allora responsabile del business development di Solidaridad, si interessa al lavoro di Van der Hoff. Da questa collaborazione nasce il 15 novembre 1988 Max Havelaar, la prima certificazione di commercio equo. Attraverso questa iniziativa, i produttori marginalizzati di caffè che rispettavano standard sociali e ambientali, potevano ricevere un prezzo giusto per il loro raccolto. Il caffè della cooperativa UCIRI, importato dall'azienda olandese Van Weely e poi tostato dal torrefattore Neuteboom, veniva poi venduto direttamente alle Botteghe del Mondo e ad altri negozi in tutta l'Olanda. L'iniziativa che è riscosso un grande successo, è stato replicato in molti altri paesi.
Frans van der Hoff è stato insignito di numerosi riconoscimenti per la sua opera a favore dei lavoratori più svantaggiati del sud del mondo. Nel 2005 è stato nominato Cavaliere della Legion d'Onore dal presidente francese Chirac. Nel 2006 ha ricevuto il Premio Nord-Sud del Consiglio d'Europa ed è stato nominato Comandante dell'Ordine della Corona del Belgio, dal ministro della cooperazione allo sviluppo belga. Nello stesso ha ricevuto una laurea honoris causa presso l'Università Cattolica di Lovanio in Belgio per i suoi sforzi per stabilire un'"economia diversa" e ha vinto il Groeneveldprize della Fondazione Groeneveld nei Paesi Bassi per i suoi sforzi per la conservazione della natura e dell'ambiente.Visita gli archivi di Persone e Idee
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