"Il perdono di Erba"  ed. Ancora lo insegna

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La copertina sotto Lucia Bellaspiga

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CARLO CASTAGNA: perdonare Ŕ possibile

(18 novembre 2009) - È sensato, giusto, ragionevole perdonare? È possibile perdonare?
Su questo tema la giornalista Lucia Bellaspiga si confronta da tempo. Lo fece con un successo editoriale "Il Seme di Nasiryiah" che viaggia alla considerevole quota di 15 mila copie vendute.

Ora esce un libro sempre per Editrice Ancora che ripercorre i fatti di Erba raccontati in prima persona da Carlo Castagna.

Dal dolore immenso di chi ha perso la moglie Paola, la figlia Raffaella e il nipotino Youssef vediamo nascere l'impossibile perdono, non solo per Rosa e Olindo, condannati in primo grado all'ergastolo per la strage, ma anche per il genero Azouz Marzouk, una delle cause scatenanti di tutto quello che è successo e figura dai contorni inquietanti.

Si tratta di un libro dal grande impatto emotivo, per il legame con un fatto di sangue che ha impressionato l'opinione pubblica, ma anche e soprattutto spirituale, per la testimonianza umana e cristiana di Castagna.

"Castagna non risparmia parole dure per gli uni e per l'altro, ma non crede che l'ultima parola possa essere l'odio" afferma Lucia Bellaspiga.

Le prime parole di Castagna furono : «Li perdono e li affido al Signore. Bisogna finirla con l'odio che non porta da nessuna parte».
Disse anche: «Quanto è successo alla nostra famiglia rientra in un piano divino di cui speriamo esserne testimoni e la fede ci aiuta a continuare nella nostra vita».

Il racconto del percorso spirituale di Castagna, sorretto da una fede solida, riapre anche il dossier difficile e sconcertante del perdono per chi si è macchiato di gravi delitti.

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