Un prezioso libro per entrare nel pensiero e nelle intime convinzioni del più amato tra i Presidenti della Repubblica, l'inimitabile Sandro Pertini

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Le foto di questa pagina sono state gentilmente concesse
dalla Fondazione Sandro Pertini (riproduzione vietata)

 

"Gli uomini per essere liberi, è necessario prima di tutto
che siano liberati dall'incubo del bisogno"
Sandro Pertini

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SANDRO PERTINI
Gli Uomini per essere liberi
a cura di Pietro Perri


Edizioni Add+   euro 14,00
ISBN 978-8896873-47-2

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"O credi o non credi, o ami o non ami"
(Sandro Pertini)

SANDRO PERTINI - "Gli uomini per essere liberi"

di Corona Perer

E' uscito nei giorni in cui in Italia si ricordavano i 20 anni dallo scandalo di Mani Pulite. E' un piccolo prezioso libro che dovrebbe essere letto soprattutto dai giovani, perchè Sandro Pertini amava parlare a loro e da loro si attendeva una Nuova Italia. Quarant'anni dopo sarebbe ancora lì a predicare:
l'Italia che auspicava ancora non c'è. Cosa avrebbe detto degli stenografi del Senato che guadagnano più di un regnante di Svezia? Dei supermanager che superano in stipendio il Presidente Usa?

Cosa avrebbe detto degli scandaletti di Palazzo e della spaventosa corruzione che ancora ci ammorba? Dei giovani che fuggono se hanno coraggio e cervello e di quelli che restano a dibattersi senza lavoro e senza certezze? Degli operai defraudati del lavoro e della dignità? Possiamo solo immaginarlo.

Dalla prima all'ultima riga, le parole di Pertini vanno in un unica direzione, una sorta di vialetto dove sono stati piantati meravigliosi fiori: percorrendolo vi si incontra il fiore dell'onestà, della coerenza, del coraggio, dell'impegno, della libertà da ogni interesse, dell'amore per una vita intensamente vissuta e di senso. Dove  "...o credi o non credi, o ami o non ami".

Sandro Pertini da Savona, classe 1896, politico, giornalista, antifascista italiano, era così: tutto d'un pezzo. Destinato a diventare il Settimo (e in assoluto il più amato) Presidente della Repubblica dal 1978 al 1985, sale al Quirinale nell'anno in cui hanno da poco assassinato Aldo Moro. Il paese è sotto choc, e anche la sua elezione sembra un dei tanti rituali di una Repubblica a pezzi. Ma in realtà fin dai primi passi gli italiani capiranno di poter trovare in lui conforto.

Al Quirinale il giorno della sua elezione in un caldo giorno di luglio ci va a piedi, cordiale e disponibile con tutti, continuerà a parlare per tutti i suoi sette anni di Resistenza, non come un disco rotto fermatosi allo stesso punto, ma come un continuo richiamo al "come" e "per chi" è nata la Repubblica.

Il libro "Gli Uomini per essere liberi" porta la sua firma perchè dentro ci sono i suoi pensieri. Riordinati e curati da Pietro Perri, vicepresidente della Fondazione Sandro Pertini, costituita dalla moglie Carla Voltolina il 23 settembre del 2002 (a 12 anni dalla morte del compianto Presidente e nei giorni in cui avrebbe compiuto 106 anni). Un volumetto che diventa un sorso di acqua fresca per uomini assetati.

E' soprattutto ben congeniato: Pietro Perri lavora sulle lettere private e sui discorsi pubblici (alcuni passati alla storia per la loro fermezza) di Sandro Pertini ed ogni brano è subito contestualizzato ma continuamente intrecciato con l'oggi. L'autore sembra guidarci a dire "cosa" Pertini avrebbe detto dei nominati, di un Parlamento svuotato della sua sovranità, dei corrotti e degli affaristi.

Ne esce un testo fondamentale a capire l'origine di tutti i mali. Pertini già dieci anni prima di Mani Pulite parla della mani sporche. Ci sono tutti i mali di oggi, tutto ciò che non è stato fatto, i valori che si sono persi per strada, primo fra tutti l'onestà e la rettitudine, continuamente nel pensiero di Pertini non come predica, ma come esortazione.

VI si respira il vero concetto di Libertà e democrazia. Ed è un libro -pensiamo - che solo oggi si poteva fare per il carico di delusione che si è posato sulle nostre spalle, per il bisogno che abbiamo di individuare parole davvero illuminanti e piene di speranza.

Sandro Pertini le possedeva. L'amara constatazione è che siamo rimasti fermi di almeno 50 anni e se si considera che anche negli anni '80 già si lamentava questo stesso gap, magari indicando nella Balena Bianca l'origine di tutti i mali, ciò significa che siamo fermi da almeno 100 anni.

Possiamo ripartire? Sì,  ma non senza ideali. Sandro Pertini, grazie alla rilettura intelligente e all'ordinatissimo lavoro redazionale di Pietro Perri, ce li offre. E' lì a ricordarci cosa possiamo essere, attraverso le struggenti lettere alla madre (che chiederà la Grazia mentre lui è in prigione e che lui rifiuterà) e attarverso le parole rivolte al cognato Umberto Voltolina.

"Sii sempre in ogni circostanza un uomo libero e pur di esserlo sii pronto a pagare qualsiasi prezzo e vivrai la tua vita e crederai in essa come sempre vi ho crediuto io" gli scrisse Sandro Pertini. "Così, mio giovane fratello ed amico, parlando con te, ho ritrovato me stesso e cercando di rasserenare l'animo tuo ho rasserenato il mio".

Ecco l'effetto di questo libro: che cercando di rasserenare il desiderio incompiuto di un'Italia matura e diversa, onesta e dignitosa, alla fine ci rassereniamo. Leggetelo, meditatelo.

(ultimo aggiornamento pagina: gennaio 2013)

 


> Esclusivo -L'amico: "Quel giorno che volle andare alla Rinascente"
(pubblicato su SENTIRE 011

 

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