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Persone e idee

Alina Marazzi, ''Tutto parla di te''

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di Anna Paola Zugni-Tauro

Roberto Ellero ha presentato a Casa del Cinema-Videoteca Pasinetti, alla presenza dell’autrice Alina Marazzi (< nella foto nel ritratto di Giovanna Dal Magro), il film “Tutto parla di te” che riscosse ampio successo l’anno scorso al Festival Internazionale del Cinema a Roma. Con il suo primo film “Un’ora sola ti vorrei” ( 2002) la Marazzi compose il ritratto della madre prematuramente scomparsa, composto con immagini filmate dal nonno Ulrico Hoepli e con il sonoro tratto dal diario della mamma. Con questo primo film la regista, già affermatasi per i suoi numerosi documentari, ottenne la menzione speciale al Festival di Locarno e il premio per il miglior documentario al Festival di Torino.

Nel 2005 realizzò il documentario sulla vita monastica “ Per sempre”. E’ del 2007 il film “ Vogliamo anche le rose” , una poetica rievocazione dei 15 anni di lotte per l’emancipazione femminile. In “ Tutto parla di te” ( 2012), la regista scopre e propone con energia un argomento poco visitato nella società globalizzata eppure così frequente ed importante. Magnifica la partecipazione della grande attrice Charlotte Rampling, presenza affascinante e di assoluta eleganza . Il suo sguardo penetrante che muta dalla severità alla tenerezza turba e conquista più della parola.

La Rampling, nel ruolo di Pauline, ritorna dopo molto tempo alla natia Torino per visitare un centro di maternità, riflette con la Direttrice  Angela ( Maria Grazia Mandruzzato) e compie una ricerca sulle esperienze e sui problemi delle mamme di oggi. Qui conosce Emma ( Elena Radoncich), giovane e affermata danzatrice ora in crisi perché neomamma, sola e incapace di curare il suo bambino che, piccolissimo e inerme chiede tutto da lei compromettendone l’identità.

Nel rapporto con Emma Pauline dovrà rivedere il suo passato purtroppo tragico e la giovane amica ritroverà se stessa nella sua nuova personalità di madre. Preziosa la scelta della protagonista Charlotte Rampling che non parla mai, ma che con la forza dello sguardo a volte acuto come una saetta e a volte tenero o con la rapidità di una movenza o l’efficacia di un comportamento avvolge le fragili neomamme drammaticamente sole in una società indifferente.

Il film è una coproduzione italo - svizzera e rivendica l’importanza dei problemi femminili troppo spesso accantonati e disattesi rispetto ai temi maschili. La regista Alina Marazzi dà questa importante e nobile lezione al mondo di oggi: non lasciamo sole le madri nella fase di cambiamento della loro esistenza e del loro corpo; infatti le tragiche conseguenze, le apprendiamo troppo spesso dalle cronache. Non si deve restare insensibili!

Oggi la famiglia ideale che protegge e aiuta è rappresentata dalla regista con una buffa ed efficace sequenza nella quale le confortanti azioni di affettuosa collaborazione sono affidate a ridicoli pupazzi.
La specificità e l’originalità dei film della Marazzi si riconosce nella “ricerca” tenacemente conseguita col mezzo cinematografico. Evitando lo sviluppo di un “racconto”, la regista crea i suoi film con la scoperta di acute e sensibili osservazioni , perché, come lei disse: “cerco l’indizio” .

Oggi è premiata la scelta di film che devono la loro forza proprio ad un’attenta e profonda osservazione  della realtà, che la pratica del documentario affina e sviluppa, come si vide con l’assegnazione del Leone d’Oro 2013 a Venezia al “Sacro Gra” di Gianfranco Rosi. I dvd dei film di Alina Marazzi sono disponibili in internet  e su Ebay.it
www.giornalesentire.it

 

<  a fianco alcune immagini del film e della presentazione al Festival (Ernesto Ruscio/Getty Image). In alto: il ritratto di Alina Marazzi di Giovanna Dal Magro

 

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