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Salute

Alzheimer: c'č anche la terapia ambientale

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Arredi anni '40 per ricordare

Noi lo chiamiamo modernariato, "loro" potrebbero sentirlo come un pezzo di vita. Loro sono le persone affette da Alzheimer.

E' su questa convinzione che ad Egna (in Alto Adige) una casa di riposo e' stata arredata con mobili anni '40 per rendere familiare agli ospiti il  soggiorno con un modello innovativo per seguire questa patologia in costante aumento.

E' notorio che loro I malati di Alzheimer ricordano più il passato remoto che non fatti recenti. Da qui l'idea del direttore sanitario di destinare ai pazienti malati di demenza senile un allestimento interno particolare che fa riferimento anche ad uno specifico modello di cura mirato a sollecitare la memoria non tanto per guarire, ma quanto meno per contrastare la degenerazione delle cellule cerebrali.Forse l'uovo di Colombo, di certo una trovata sanitaria che aiuterà i pazienti a sentirsi a maggior agio e meno spaesati in un mondo che ormai non riconoscono più.

Sono circa 3.300 le persone affette da Alzheimer prese in carico dai servizi sanitari in Alto Adige nel 2015. L'età media dei pazienti è di 83 anni; ne sono colpite maggiormente le donne (67 per cento) rispetto agli uomini (32 per cento).

Con "Morbo di Alzheimer" si indicano la demenza senile e i disturbi cerebrali nell'età avanzata, dal nome del neurologo Alois Alzheimer che lo scoprì. La malattia, di cui le cause restano ancora poco chiare,  spesso induce sensazioni di paura. Il disturbo e la conseguente perdita di numerose funzioni cerebrali quali memoria, orientamento, linguaggio, capacità di comprensione e di giudizio, comportano un lento cambiamento della personalità rendendo impossibile una vita autonoma e indipendente nello stadio avanzato della malattia.

La demenza, come afferma l'assessora Stocker in concomitanza con la Giornata Mondiale dell'Alzheimer, (21 settembre) costituisce una sfida sia per gli ammalati che per i loro famigliari e conoscenti e per le persone che prestano assistenza. Solo attraverso la sensibilizzazione, l'informazione e la discussione è possibile arginare la paura che instilla tale affezione e rendere più comprensibile la modalità di approccio di questi malati.

Secondo il presidente dell'associazione “Alzheimer Südtirol Alto Adige”, Ulrich Seitz, vi dovrebbero essere 11.800 persone colpite da almeno una forma iniziale di demenza. Una tendenza destinata a crescere. Sarebbe opportuno uno scambio continuativo fra politica provinciale, servizi sanitari e persone interessate per creare i presupposti per migliorare la qualità di vita delle persone affette da demenza e dei loro famigliari.
Sarebbe inoltre di fondamentale importanza puntare sulla prevenzione per mezzo di una diagnosi tempestiva da parte di medici specializzati. Infatti, benché l'Alzheimer sia una malattia dalla quale non si possa guarire, è possibile trattare relativamente bene i pazienti avvalendosi di adeguati supporti medicinali.

L'A.S.A.A. ha lo scopo di operare in Provincia di Bolzano per lo sviluppo e la diffusione della ricerca sulla malattia di Alzheimer, per l'organizzazione ed il miglioramento di servizi e dell'assistenza socio-sanitaria in favore di questi malati e dei loro familiari.
Si può contattare l'associazione cia mail: info@asaa.it




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