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Persone e idee

Esperienze che cambiano la vita: studiare all'estero

Esperienze che cambiano la vita: studiare all'esteroAlex_Bernardin.jpgBeatrice_Pedron.jpgElisa_Ferrari.jpgusa_questa-002.jpgJessica_Belini.jpgfailo.jpg
Investire in futuro

E' la classe dirigente di domani. “Investire in questi giovani ragazzi significa costruire, mattone dopo mattone, un ponte tra l’Italia e i Paesi emergenti permettendo loto di aprirsi al mondo, cavalcando in prima persona la profonda trasformazione geopolitica che è in atto” affermano alla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto. Abbiamo incontrato i ragazzi che sono appena tornati. Margherita Nicolao di Imer (< nella foto a fianco) è stata un anno in Cile, nel Deserto di Atacama. “Ho conosciuto persone straordinarie, stretto amicizie e legami profondi. Ho viaggiato molto, percorrendo quasi tutto il Cile e anche parte dell'Argentina. Non è stato un anno semplice, la perdita di persone care mi ha messa a dura prova. Ma grazie a questa borsa di studio ho imparato molte cose e scoperto lati di me che non conoscevo. Ho vinto la mia timidezza, sono diventata molto più sicura, ho imparato ad essere assertiva, ho cancellato molti pregiudizi. Sono certa che  tutto ciò mi servirà dal punto di vista scolastico da quello lavorativo e da quello personale. Un viaggio di questo tipo aiuta a capire il mondo in cui viviamo, ad abbattere le barriere, a vincere paure e preconcetti, e quindi a facilitare la pace”. Circa il futuro Margherita deve ancora pensarci bene. “Non so bene cosa farò in futuro, vorrei iscrivermi all'università di lingue straniere per  continuare a viaggiare, conoscere altre culture, mettermi alla prova”.
 

< foto: Alex Bernardin


Alex Bernardin, è appena rientrato dalla Lettonia. “Ho trascorso il mio anno all’estero a Balozi, una piccola cittadina alla periferia di Riga. E’ stata una bella avventura, piena di emozioni,  esperienze e conoscenze. Ho scoperto una nuova cultura e una nuova lingua, ma anche me stesso; alcuni momenti sono stati difficili, ma fanno parte dell’esperienza e quando ti accorgi di essere riuscito ad affrontarle e superarle, è una delle sensazioni più belle. I miei “genitori” avevano stalla e animali, per cui le nostre giornate erano scandite da un altro tipo di orologio; ogni volta che potevo, davo una mano e si lavorava assieme. Scuola, nuovi amici, corsi di danza folk: non c’era tempo per annoiarsi. La lingua magari non mi servirà molto, ma tutto ciò mi dato una voglia di scoprire e vedere cose nuove, la sensazione di sentirmi sempre a casa”.
 

< foto: Beatrice Pedron
 

Beatrice Pedron, ha invece trascorso il suo anno in America Centrale nel Costa Rica e dice di aver imparato a mettersi in gioco, senza timore. “Ho imparato a vivere al meglio ogni momento, mi sono goduta ogni cosa, piccola o grande che fosse. Certo è stato difficile abituarsi, capire ed accettare lo stile di vita, un agire e pensare di cultura diversa dalla mia, ma superato quest'ostacolo la strada è stata in discesa: non ero piú una straniera ma entrata a far parte di un qualcosa da cui non posso né voglio uscirne. Perchè porteró con me per sempre ogni sorriso, gesto, parola delle persone che hanno fatto si che mi integrassi, facendomi innamorare giorno per giorno del loro Paese che sento un po' mio. Mi sento arricchita e maturata “ afferma Beatrice che definisce indimenticabile l'esperienza vissuta. “Non so cosa faró e cosa diventeró, in futuro ma vorrei frequentare l'universitá all'estero. Ora finisco il liceo, poi si vedrà”.
 

< foto: Elisa Ferrari
 

Elisa Ferrari invece è volata in Finlandia e ha portato a casa la nostalgia di quei posti e la felicità di ciò che ha vissuto tra gioie e difficoltà, più o meno grandi. "Ho trascorso il mio "exchange year" nel paese di Babbo Natale dove l' inverno ti si ghiacciano le ciglia ed i capelli e in estate il sole non tramonta mai perchè ci sono 24 ore di luce. La gente è molto timida ma dimostra l'affetto con gesti semplici che poi ti porti nel cuore. La lingua è così difficile che ho iniziato a leggere libri per bambini per imparare le parole e per i primi mesi non capivo nulla. Se penso alle gioie e alle conquiste personali che ho ottenuto! Sono cresciuta come persona, diventata più forte e consapevole del mondo. E certamente l' anno all'estero ha influito sul mio futuro. Consiglio a chiunque una esperienza all'estero. Come ha detto Mark Twain "lasciate il porto sicuro e spiegate le vele!".

Jessica Bellini (nella foto sotto) è andata in Argentina. “Trascorrere un anno in un altro Paese consente di costruire indipendenza, autonomia, responsabilità” afferma, dicendosi maturata. “Parti da solo, sei obbligato a creare legami nuovi, parli una lingua che non è la tua, ti adatti a rispettare una cultura diversa. Io stavo nella provinicia di Buenos Aires, a Campana. Ero arrivata in Argentina con mille paure, dubitavo che non ce l'avrei fatta a star via per un anno e invece... è volato. Tra emozioni e lacrime, subito non mi sono trovata bene, così ho deciso di cambiare ed ho fatto bene. La  seconda famiglia mi ha mostrato quali sono realmente le cose importanti della vita. Non vivendo  una situazione economica facile e avendo una figlia in sedia a rotelle, mi hanno insegnato a combattere. Alla fine tornare è stato più difficile che partire. Un'esperienza che consiglierei a tutti: si cresce e si torna migliori”.


Sabrina Failo (< nella foto a fianco) era partita la scorsa estate per trascorre l’anno in Francia riflette sull’importanza dell’esperienza scolastica per il suo futuro: “Ho passato 10 mesi, nella magnifica città di Tolosa cominciando da zero una nuova vita che mi fa sentire “rinata”. Per la prima volta nella mia vita ho fatto qualcosa completamente sola, ero responsabile di me, così integrata da non volermene più tornare a casa. Certo a volte ci si sente un po' persi, ma è proprio grazie a questi momenti di sconforto che ho vissuto i momenti migliori. Se non ci fosse il brutto non esisterebbe nemmeno il bello. Questa esperienza ha cambiato il mio futuro. Sono sicura che mi aprirà nuove porte perché adesso ho una nuova visione del mondo: si è rimpicciolito, nulla mi sembra più irraggiungibile. E questo, è certamente un buon punto partenza. Ho la voglia di ripartire, di scoprire più di quello che so, la mia curiosità ha oltrepassato i limiti che avevo prima che partissi. Sarò pertanto sempre grata a tutti coloro che hanno permesso questa mia rinascita.

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