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Il mercato della tortura è (purtroppo) florido

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E in Italia non è reato

Il Parlamento europeo è stato sollecitato ad adottare misure che rafforzino il contrasto europeo al commercio di strumenti che possono essere usati per torturare o mettere a morte. Gli ultimi emendamenti al regolamento (EC) 1236/2005 sono in discussione in questi giorni al Parlamento europeo in seduta plenaria.

"Il mercato globale è in espansione, grazie a strumenti come i bastoni acuminati e le catene per gli arti inferiori che possono essere facilmente usati per torturare. Introdurre una più rigida regolamentazione sulla vendita, l'intermediazione e la promozione di questi strumenti ci avvicinerà alla messa al bando di questo turpe commercio" - ha dichiarato Ara Marcen Naval, consulente di Amnesty International su controllo delle armi, commercio di sicurezza e diritti umani.

"Da troppo tempo le aziende produttrici fanno profitti sulla sofferenza umana. Questo voto è l'occasione per l'Unione europea di dichiarare che non è più disposta a tollerare la tortura" - ha sottolineato Naval.

Amnesty International e Omega Research Foundation svolgono da anni una campagna per chiudere le falle dell'attuale regolamento, tra cui quella che consente ad aziende con sede nell'Unione europea o che commerciano all'interno dell'Unione europea di pubblicizzare strumenti atti a torturare tanto online quanto in occasione di fiere ed esibizioni, mentre l'importazione e l'esportazione dalla e nell'Unione europea sono vietate.

Cataloghi che pubblicizzano materiali come le manette da pollice, i bastoni acuminati o strumenti di contenzione degli arti inferiori sono stati distribuiti alla fiera di Milipol, a Parigi, nel novembre 2015. In quell'occasione sono stati anche mostrati scudi acuminati e strumenti di contenzione degli arti inferiori. Alla data del 28 settembre di quest'anno, il sito dell'azienda tedesca PKI Electronic Intelligence GmbH continuava a promuovere un prodotto vietato come le manette fornite di una carica elettrica di 60.000 volt, con l'agghiacciante dicitura "Non vedrete mai una persona in fuga bloccarsi così rapidamente!".

Gli emendamenti sostenuti da Amnesty International e Omega Research Foundation comprendono:
- il divieto esplicito di transito nell'Unione europea di strumenti concepiti unicamente per torturare, infliggere maltrattamenti o mettere a morte;
- il divieto di intermediazione da parte di aziende aventi sede nell'Unione europea, anche quando strumenti vietati non toccano il suolo europeo;
- il divieto di fornire formazione e assistenza tecnica per l'uso di strumenti vietati;
- una "procedura d'urgenza" che consentirà all'Unione europea di mettere più velocemente in atto controlli su nuovi strumenti giudicati atti a causare violazioni dei diritti umani.

Amnesty International e Omega Research Foundation chiedono l'introduzione di ulteriori misure per rafforzare gli obiettivi del regolamento. Ad esempio, vietare alle aziende dell'Unione europea di fornire formazione alla polizia e alle forze di sicurezza di ogni parte del mondo riguardo a tecniche che potrebbero essere definite maltrattamento o tortura.

Il sito di un'azienda della Repubblica Ceca, ad esempio, contiene un video che spiega come usare efficacemente la tecnica di contenzione della "stretta alla gola" di un detenuto. Questo genere di formazione non è attualmente vietato, anche se la tecnica in questione pare in contrasto con le raccomandazioni del Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa.

Il regolamento (EC) 1236/2005 è uno dei meccanismi regionali più rigorosi al mondo per contrastare il commercio in strumenti "per il mantenimento dell'ordine pubblico" che sono concepiti unicamente per torturare, infliggere maltrattamenti o mettere a morte e per controllare il commercio di strumenti che potrebbero avere un uso legittimo ma che si prestano rapidamente a essere impiegati per quegli altri scopi.

Un florido commercio di strumenti di tortura prospera nel mondo grazie a aziende cinesi. Il collegamento tra questo export e le violazioni dei diritti umani in Africa e Asia è stato
accertato da una ricerca di Amnesty International e Omega Research Foundation che hanno hanno rinvenuto prove dell’uso di manganelli elettrici di fabbricazione cinese da parte della polizia in Egitto, Ghana, Madagascar e Senegal. Ben 130 aziende, a fronte di sole 28 di un decennio fa, sono attualmente coinvolte nella produzione e nel commercio di strumenti potenzialmente pericolosi destinati al mantenimento dell’ordine pubblico.La Cina è l’unico paese noto nel mondo per la produzione di bastoni acuminati, con punte di metallo disposte lungo la parte terminale o addirittura su tutta la lunghezza dello strumento. Si tratta di oggetti prodotti per torturare e possono causare sofferenza e dolore gravi.

Sette aziende cinesi pubblicizzano apertamente verso i mercati esteri questi prodotti disumani. Di recente, bastoni acuminati prodotti in Cina sono stati usati dalla polizia della Cambogia ed esportati alle forze di sicurezza di Nepal e Thailandia. Sono 29 le aziende cinesi che pubblicizzano i bastoni elettrici. Questi strumenti consentono facilmente di applicare scariche elettriche multiple dolorosissime su parti sensibili del corpo come i genitali, la gola, l’inguine o le orecchie senza che, a distanza di tempo, restino segni visibili.

Decine di aziende cinesi producono e commerciano strumenti di costrizione come i congegni serra gambe o le sedie di contenimento. Un’azienda produce congegni che serrano il collo: che possono mettere a rischio la vita delle persone limitando la respirazione, la circolazione del sangue e le comunicazioni nervose tra il cervello e il corpo.
Un’azienda, la China Xinxing Import / Export Corporation - che pubblicizza strumenti quali congegni serra pollici, sedie di contenimento, pistole elettriche e manganelli elettrici – ha dichiarato nel 2012 di essere in rapporti con oltre 40 paesi africani e che il suo commercio con l’Africa era superiore a 100 milioni di dollari Usa.


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