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Quelli che ''la cultura č il petrolio''

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il commento

di Corona Perer - Casualità, analogie? Qualcuno ricorderà una lunga polemica che a Rovereto portò alla dimissioni del direttore della  "Civica scuola musicale Zandonai"  Filippo Bulfamante. Anche in quel caso si esternalizzava e si affossava la possibilità di una Fondazione in un territorio che ha sempre saputo (e potuto) coltivare le fondazioni più prestigiose e che con uno sforzo politico ce l'avrebbe sicuramente fatta. In questo caso il sindaco in campo era il PD Miorandi.

Poche settimane dopo a Torino questione analoga ma al Teatro Regio con ricadute mediatiche sicuramente maggiori rispetto a quelle di Rovereto ma dove ancora una volta l'incapacità, l'insipienza e l'inerzia della politica avevano umiliato e distrutto le migliori espressioni dell'arte e del talento. E in questo caso era in campo il sindaco Pd Fassino.

In entrambi i casi la logica dei costi prevalse su ogni forma di reale bene comune, a produrre danni irreparabili. Come la Giunta Miorandi a Rovereto aveva "costretto" il Direttore Bulfamante ad abbandonare la scuola, rifiutando egli un incarico esternalizzato e demansionato e non volendosi  rendere complice dell'operazione di smantellamento della plurisecolare istituzione musicale cittadina, la Giunta Fassino a Torino aveva "costretto" il Direttore Gianandrea Noseda a lasciare il Teatro, non volendo egli rendersi complice dello stallo e del trascinato immobilismo causato dagli esponenti politici che governano il Teatro e la Città.

< Gianfranco Noseda

Ed ora Roma con l'annuncio choc: orchestra e coro licenziati ed esternalizzati. Dopo mesi di agonia, dissidi interni sul deficit, scioperi e dopo la traumatica uscita di scena del maestro Riccardo Muti,  il sindaco PD Marino vede in questo licenziamento collettivo la possibilità di far "rinascere" il teatro. Con la classica frase:  "scelta molto dura e sofferta". E il ministro Dario Franceschini schierato dalla stessa parte: "Passaggio doloroso ma necessario per salvare l'Opera di Roma e ripartire" citando le dimissioni di Muti come il motivo da cui tutto si motiva.

< Filippo Bulfamante

Un disavanzo disastroso già attenagliava l'ente ma la perdita di biglietteria, la fuga degli sponsor dopo la plateale uscita di Riccardo Muti ha determinato una frenata degli abbonamenti. Secondo Marino il modello deve essere quello della London Symphony Orchestra o i Berliner Philharmoniker. A contratto esternalizzato. Così si risparmierebbero 3,4 milioni, senza però recuperare un'immagine che Marino è il primo ad aver distrutto.

Naturalmente orchestrali, coristi e sindacati sono sul piede di guerra. "E' un licenziamento ingiustificato e discriminatorio, c'è un progetto di smantellamento del Teatro dell'Opera - sostiene il primo trombone Marco Piazzai (Fials Cisal) - E forse Muti l'aveva capito e per questo se n'è andato. Ma siamo pronti a impugnare la decisione".

Quando Bulfamante, Direttore della Civica “R. Zandonai” dal marzo 2002  al 2014 se ne andò questa primavera - malgrado la resistenza degli stessi genitori - disse. "Non possiamo pensare di cambiare il nostro tempo, i mali che affliggono il nostro Paese o anche semplicemente la dimensione della nostra esistenza, se poi non siamo noi in prima persona a prenderci la responsabilità di una scelta. Non c'è qualcun altro dopo di noi, non c'è un tempo migliore che verrà. Quel qualcuno siamo noi. Il tempo è questo. E noi ne siamo gli artefici". (> clicca qui)

E allora vengono alla mente anche le parole di Antonio Natali Direttore della. Galleria degli Uffizi: quando è venuto a Trento per inaugurare la mostra su Dosso Dossi espresse un pensiero garbato e polemico (ma assolutamente condivisibile) su quelli che la cultura la sanno produrre anticipando la riforma - in questo caso Natali citava la direzione Marzatico al Buonconsiglio - e quelli che "parlano" di cultura come petrolio. "Abbinamento scandaloso" disse. Era pochi giorno dopo la nomina del Ministro Franceschini che alla sua nomina usava la metafora/ritornello "cultura-petrolio".

Già ma di quale petrolio stan parlando? E per alimentare quale macchina? In realtà chi tiene in mano la cultura in Italia sembra avere in mano una spina da attaccare o staccare...su un motore a scoppio. Che quindi non funziona se non si cambia motore.
3 ottobre 2014

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