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Persone e idee

Remo Albertini, completata la biografia

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Archivio svelato

Non è il primo libro che scrive su suo padre. A suo tempo l'avevamo già intervistata per la prima parte di studio dell'imponente corpus di documenti ( > clicca qui).
Lunedì 15 settembre a Rovereto, alle ore 18 a palazzo Rosmini (sala degli specchi) viene presentato un altro segmento di studio. "Remo Albertini II parte 1956-2005" di Elena Albertini è un ulteriore tassello della storia della vita del politico trentino al quale la figlia lavora da tempo spulciando i molti materiali dell'archivio paterno, parte del quale donato alla Biblioteca Civica di Rovereto. A presentare il volume oltre all'autrice ci saranno Giorgia Filagrana archivista e Armando Vadagnini storico. Questo libro conclude una trilogia, che cosa aggiunge ai precedenti lavori? Lo abbiamo chiesto all'autrice.

Il progetto può dirsi quindi concluso?

La seconda parte della biografia di Remo Albertini porta a compimento un progetto che, al momento della sua scomparsa , il 15 settembre del 2005, mi prefissai di raggiungere, ascoltando le ragioni del cuore: raccontare la verità di un impegno politico poco riconosciuto ma di rilevante significato per la storia della nostra autonomia, a partire dall’analisi di fatti e documenti inediti, in grado di riscrivere alcuni passaggi nodali della vita delle nostre istituzioni. Vedi la prima provincializzazione della scuola, la Sala Depero, il primo progetto di Università a Trento, la matrice regionale dell’industrializzazione del nostro territorio e tanto ancora.

Dall' analisi della documentazione cosa emerge del Remo Albertimi uomo?

 Mentre studiavo il suo archivio e scoprivo un padre che non conoscevo, mi è sempre risuonata nella mente una frase di Aristotele : conoscere per operare. Infatti quello che ho tentato di far emergere in questi due volumi non è solo l’Albertini politico ma l’Albertini studioso perché non è possibile comprendere la sua peculiarità se non ricordando che per lui la conoscenza venne prima della politica e se la politica fu una passione travolgente, lo studio fu l’amore della vita. Questo significò per lui da una parte proclamare  che per fare politica era necessaria la competenza e in secondo luogo testimoniare che la politica è “ arte nobile” e dunque fatica, onestà, dedizione. E’ fedeltà  ad un mondo di valori.

Cosa si prova da figlia a consegnare alla storia di un territorio una così corposa opera di rilettura?

Io credo che la verità della storia per essere tale deve farsi verità nella storia. Con grande umiltà e onestà intellettuale mi sono allora messa al servizio della verità, facendomi testimone di fatti, parole, scelte che lo riguardavano ma che se non scrivevo sarebbero state dimenticate. Questo non l’ho potuto accettare sia per quanto aveva fatto per il bene comune sia per la verità della storia. Nel segreto della mia anima rimane invece il ricordo del “mio” papà di cui quello raccontato è solo un pallido, fulmineo riverbero, rammentato in sul fare della sera della mia vita.

Cosa si attende dalle istituzioni?

Arrivata a questo punto alle Istituzioni chiedo soltanto di dare seguito a quanto già deciso all’unanimità subito dopo la sua morte dal Consiglio comunale di Rovereto: l’intitolazione di una strada o di una scuola a sua memoria. Credo sarebbe dare il giusto riconoscimento ad una vita spesa per il bene del Trentino.
Corona Perer - 6.9.2014


> Elena Albertini storica
> Remo Albertini raccontato dalla figlia

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