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Persone e idee

Joao Pedro Stedile, i poveri possono cambiare il mondo

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Le buone Utopie

Abbiamo deciso di commentare con questa immagine del fotografo Antonello Veneri le parole del leader dei "senza Terra" che a Trento ha detto: "L'umanità è diventata un porcile al quale le multinazionali e le grandi banche danno il mangime ogni giorno".

Una voce "fuori dal coro" che arriva dal Brasile, dove ha fondato il movimento brasiliano "Sem Terra", ma anche un pò dal Trentino (i nonni erano di Terragnolo).

"Ogni società deve trovare le proprie forme, uscendo dalla fase letargica in cui ci troviamo, ma non ho dubbi che nei prossimi anni i movimenti di opposizione e ribellione sociale genereranno un cambiamento, perchè il popolo è saggio e i politici sono stupidi!" ha aggiunto.

La visione antagonista e radicale di Joao Pedro Stedile è tornata più volte in questi giorni al Festival, con parole d'ordine quali "nazionalizziamo le banche", ma non si definisce affatto un sovversivo nostalgico di Marx: "Io radicale? No, siete voi europei che siete andati troppo a destra, non noi che siamo troppo a sinistra".

Parla di papa Francesco come di un uomo "universale"  che indica la necessità di un ritorno ad un rapporto di maggiore giustizia tra gli uomini ("facciamo una alleanza con lui, una delle poche sorprese positive, ha il coraggio per cambiare le cose, potrà riscattare i precetti della teologia della liberazione senza menzionarla come dottrina"), mettendo nel mirino il grande nemico, il modo di produzione capitalista che ha preso il possesso di tutta la produzione mondiale e che ha ormai "sequestrato il potere decisionale degli Stati", e dunque anche quello dei popoli.

Si trova d'accordo sulla necessità di coinvolgere i cittadini, di ridare alla politica il suo ruolo di motore dei cambiamenti e soprattutto sulla necessità che gli Stati riprendano in mano il potere di dettare le regole al mercato, senza per questo dover però diventare proprietario delle banche, nazionalizzandole.

"Dobbiamo creare nuove regole di controllo sociale sui beni pubblici" spiega Stedile.

"In America Latina dobbiamo finirla con il dollaro quale moneta internazionale di riferimento, è più pericoloso dei droni, impone la fame nel mondo. Occorre invece una moneta internazionale che sia controllata dall'Onu, quale meccanismo di regolazione dei commerci e non strumento di sfruttamento dell'umanità o per finanziare il deficit pubblico americano".

E gli ultimi potranno fare la differenza.
A.Pagani

 

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