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Se la sovranità passa nelle mani della mafia

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Mali d'Italia

Si parla di mafia dal 1861 in poi, ma mai come dalla fine degli anni '80 del secolo scorso la mafia è diventata così centrale nel dibattito pubblico italiano.

Sovranità e mafia sembrano termini antitetici e inconciliabili, ma non lo sono. Se la mafia comanda, l'Italia è un paese a sovranità limitata. Le organizzazioni mafiose esercitano un ruolo pervasivo in alcune regioni italiane: impongono regole, fanno affari, emettono sentenze e punizioni. Sono un potere in grado di limitare la sovranità della nostra democrazia? Sì, lo sono. Le mafie non le fanno i capitali ma gli uomini, la repressione passa anche dal seguire i flussi finanziari.

Salvatore Lupo e Gaetano Savatteri hanno studiato ruolo e il peso delle organizzazioni criminali nel nostro Paese.

Salvatore Lupo, professore ordinario di Storia contemporanea presso l'Università di Palermo e autore di numerosi studi sulla storia della società meridionale tra Otto e Novecento spiega che il termine sovranità rimanda a quello di territorialità, perché il potere si esercita su uno spazio fisico che è più grande per gli stati e più piccolo per le mafie.

"Sui territori in cui agisce, la mafia si muove come uno stato perché garantisce ordine in cambio di una sorta di imposta, il pizzo. Nelle zone sotto il suo controll...


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