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Renato Pasmanik, un regard silencieux

Renato Pasmanik, un regard silencieux Renato_Pasmanik_Un_Regard_Silencieux_4_cm_120X173.jpgRenato_Pasmanik_Un_Regard_Silencieux_1_cm_90X140.jpgpasmanik.jpgDSC_0001.jpgusa_questa-002.jpgpasmanik_3.jpgDSC_0002.jpgRenato_Pasmanik_Un_Regard_Silencieux_3_cm_40X60.jpg
Fotografia del paesaggio

di Corona Perer - Ci sono dei volumi di fotografia che fan assaporare l'eterno e al tempo stesso la nostalgia di un mondo che cambia e stravolge la natura stessa. "Un Regard Silencieux" è uno di questi perchè è fotografia di paesaggio.

L'ultima produzione fotografica del quarantaquattrenne fotografo brasiliano è stata  realizzata in collaborazione con la Galerie Jef di Parigi ed è raccolta in un prestigioso catalogo edito da Avenue di Noventa Padovana nel quale splendide tavole restituiscono l'immensità della Terra e la profondità di uno sguardo che è appunto...silenzioso. Il suo è un atteggiamento mistico. Si racconta che fin da bambino Pasmanik sia stato affascinato dalla fotografia.

"Quando inizio a riprendere e a fotograre dall'aereo" racconta oggi il fotografo, "non so ancora bene e precisamente quale piano privilegiare, ma lascio semplicemente che il paesaggio si impossessi del mio obbiettivo, che la mia fotografia si sposi con le forme terrestri, che la mia sensibilità di fotografo le traduca e le restituisca".

Lo stesso atteggiamento fu quello degli esordi: nel 1998 mette in atto il suo primo importante gioco di sguardi. Quella volta era tutto teso a capire l'altro. Ne venne fuori un singolare portfolio di ritratti sui più celebri direttori di ristoranti in Brasile. Un'indagine fotografica squisitamente psicologica sugli uomini e sul ruolo che investono nel mondo del lavoro.

Viaggiatore e fotoreporter instancancabile, Renato Pasmanik è stao protagonista nel maggio scorso di una personale presso l'Officina delle Zattere di Venezia
Il fotografo ha presentato al pubblico un gruppo di nuove fotografie a colori (stampe digitali su carta Hahnemühle, edizione 1/3) realizzate durante uno dei suoi ultimi viaggi ai confini della civiltà. Questa volta si tratta di un reportage su Jalapão, una meravigliosa e selvaggia riserva naturale situata nell'entroterra del Brasile.

Nella selezione di foto raccolte nel corposo catalogo che accompagna la mostra non vi è traccia umana, malgrado gli scatti aerei e la vastità degli spazi possano concedere o pensare come "verosimile" un qualche occasionale passaggio di quell'animale che anima la Terra e che porta il nome di Uomo.

Così quello che emerge è proprio la bellezza di questa regione, la sua natura epica, selvaggia, pulsante. Lo sguardo abbraccia un organismo vivente ogni giorno violato dall'uomo e la fotografia manifesta tutta la sua magica potenza: fermare ciò l'uomo spesso stravolge. Questo nuovo, ulteriore "tassello" esplorativo, va ad aggiungersi al grande ciclo Un Regard Silencieux, al quale  Pasmanik si sta dedicando ormai da diversi anni.

L'assenza di essere vivente rende il lavoro di sapore "primordiale".

"Assaggiare l'immensità con l'obiettivo per me è estremamente appagante, ho così la sensazione di possedere il mondo"  dice Pasmanik che è sempre stato attratto dalla natura e dalle infinite possibilità che l'indagine del reale può ancora offrire allo sguardo dell'uomo.


< Renato Pasmanik, Jalapão, 2014
stampa digitale a colori su carta Hahnemühle
Courtesy: Galleria Jef, Parigi




Il paesaggio, specie i luoghi più nascosti del pianeta, sono la sua passione. Ama la fotografia aerea, e questo ciclo, come molti dei precedenti ne è una nuova conferma. Jalapão è una microregione dello stato del Tocantins, appartenente alla mesoregione Oriental do Tocantins. Questo luogo speciale è considerato una delle maggiori attrazioni del "cerrado", una savana tropicale ed ecologica del Brasile, di recente diventata meta di grande interesse anche per gli amanti del turismo d'avventura.

Le foto che Pasmanik ha realizzato su Jalapão mostrano chiramente le forme espressive di questo angolo incontaminato della terra, una natura intimamente vicina all'uomo senza esserne sfruttata, capace di ispirare una silenziosa contemplazione.

Spesso prende posto su dei piccoli aeromotori da turismo, che in volo gli permettono di ritrarre la terra dal punto di vista del cielo, potendo così scoprirne in un modo insolito la bellezza e la vastità. Questa selezione di stampe digitali su carta Hahnemühle, fa emergere la sua sensibilità nel cogliere la Terra.

"Pasmanik chiama l'osservatore a una contemplazione costruttiva per indagare, oltre che la sostanza, il "senso" di cui è fatta la nostra terra. Per lui "Un Regard Silencieux" è mostrare che la terra abbonda e pullula di vita, che l'acqua, la fauna, la flora sono forme bellissime e appaganti, che riflettono totalmente le nostre emozioni" spiegano i curatori.
 
Renato Pasmanik ha fotografato alcuni dei luoghi più affascinanti e impervi della terra: dall'Antartico al Lençois Maranhenses, una regione remota e desertica del Brasile, al Pantanal, una delle zone più umide della terra, fino al continente africano, al quale si è dedicato recentemente.

Lo raccontano come un uomo schivo e riservato che non si concede volentieri, non racconta con facilità le proprie emozioni, sembra essere totalmente immerso nel suo lavoro. Più che fotografo sembra un viaggiatore errante eternamente alla ricerca della pace nel mondo caotico di oggi. Renato Pasmanik

Bellissimo il grande libro in cui è pubblicata la produzione di Pasmanik (50 euro assolutamente contenuti per la qualità dell'opera editoriale). Per gli amanti della fotografia un'edizione oltre che accurata, straordinaria e da collezionare con amore. Imperdibile, insomma.




 

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