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All'Università...in funicolare

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Il progetto

Collegare Trento con il sobborgo di Povo, attraverso un sistema di mobilità alternativa al traffico veicolare privato con conseguente riduzione dello stesso e beneficio ambientale con limitazione dell’inquinamento acustico, atmosferico e delle emissioni di gas serra in adempimento agli obiettivi previsti dal programma quadro dell’UE Horizon 2020.

Questo l'obiettivo del progetto, pianificato e programmato dal “Piano Urbano della Mobilità (PUM) del Comune di Trento", inserito oggi, su proposta dell'assessore alle infrastrutture e ambiente Mauro Gilmozzi, nel Piano degli investimenti nel settore dei trasporti 2014 – 2018”. Lo studio di fattibilità, elaborato di concerto tra la Provincia e la società Trentino Trasporti S.p.A., ha portato alla scelta della tecnologia della funicolare a terra con vetture a casse basculanti per il collegamento tra Piazza Venezia e la frazione di Povo con una fermata nei pressi della facoltà di Ingegneria di Mesiano e della limitrofa fermata della ferrovia della Valsugana, per una spesa complessiva stimata in 27.500.000 euro.

"Il collegamento fra Trento e Povo attraverso la funicolare è un progetto strategico per la Provincia - ha detto l'assessore Gilmozzi commentando l'aggiornamento del Piano - perché la dislocazione di importanti e consistenti poli universitari sulla collina rende prioritaria la realizzazione di un sistema di mobilità continuo, a capacità variabile, in grado di trasportare in tempi compatibili flussi variabili di rispetto alle ore di punta di entrata ed uscita dai centri universitari e di ricerca, oltre a rappresentare un'importante soluzione di mobilità per la popolosa frazione di Povo".


< nella foto Il rettore Paolo Collini


L’opera inserita oggi nel l'aggiornamento del Piano consentirà di garantire un efficiente sistema di trasporto pubblico, a bassa emissione, a servizio di una zona ad elevata domanda di trasporto. Il nuovo servizio consentirebbe la drastica riduzione delle corse del servizio di trasporto pubblico su gomma, in particolare si arriverebbe alla soppressione di più di 30 corse al giorno con, vista la tortuosità ed il dislivello che caratterizzano il tracciato, una notevole riduzione delle emissioni.

Ed inoltre tornerà utile per ridurre i flussi di traffico privato legati agli spostamenti dalla collina, in particolare dalla frazione di Povo, alla città. Povo, infatti, oltre ad essere un sobborgo residenziale di Trento, con oltre 5000 abitanti, è sede del polo scientifico universitario e del centro di ricerca della FBK, che insieme attraggono quotidianamente circa 3000 persone, per motivi di lavoro e di studio. A questi vanno aggiunti quanti raggiungono la sede di Ingegneria di Mesiano, circa 1850 persone tra studenti docenti e personale tecnico amministrativo.

Infine il collegamento previsto intercetterebbe la linea ferroviaria Trento-Venezia in prossimità della fermata denominata Povo-Mesiano, consentendo così un efficiente collegamento intermodale del sobborgo, con il capoluogo da una parte (in alternativa agli autobus urbani) e con la Valsugana dall’altra.

2 novembre 2015
 

 

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