Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Ambiente

Xylella: gli abbattimenti si potevano evitare?

Xylella: gli abbattimenti si potevano evitare?ulivo2.jpgolive_sul_ramo.jpgulivi-salento1.jpg
Un grande pasticcio

Sarà la Corte di Giustizia europea a decidere: il caso Xylella appare come un gran pasticcio  con una serie di provvedimenti adottati dall’Ue e dall’Italia che forse si potevano evitare per contrastare il batterio da quarantena, ritenuto una delle concause del disseccamento degli ulivi del Salento.

La vicenda ha del penale e dell'amministrativo. La decisione su cui si è basata l’intera strategia italiana di lotta al patogeno, contrasterebbe con l’atto sovraordinato da cui dipende (la direttiva del Consiglio 2000/29/CE dell’8 maggio 2000) e questo renderebbe illegittimi tutti i provvedimenti a cascata. Ossia: “non si rinvengono norme che impongano l’eradicazione di organismi vegetali ‘sani’ presenti in un determinato raggio da organismi riconosciuti come ‘infetti’, senza prima dare luogo ad approfondimenti scientifici idonei a ritenere tale misura l’unica idonea a evitare la diffusione di organismi nocivi”.

E allora l'estirpazione di tutte le piante possibili ospiti di Xylella nel raggio di cento metri da quelle infette andava fatta? Intanto però Torchiarolo ci ha rimesso 120 ettari per colpa di 40 ulivi infetti. E tutto questo mentre non vi è certezza scientifica sull’eventuale patogenicità del batterio Xylella sulle piante ospiti, né sul nesso causale tra il batterio e il disseccamento rapido dell’olivo.

Ora si chiede alla Corte di Lussemburgo di dire se la direttiva madre del 2000 “nonché i principi di proporzionalità, logicità e ragionevolezza ostino all’applicazione della decisione di esecuzione della Commissione europea”, nella parte in cui impone di rimuovere tutte le piante ricadenti nei cento metri.

E se ciò può avvenire “senza adeguato supporto scientifico” sul nesso causale, con atto “privo di idonea motivazione”, prima dell’applicazione preventiva di misure meno impattanti e “senza prevedere alcuna forma di indennizzo a favore dei proprietari incolpevoli della diffusione dell’organismo in questione”.

Se fosse vero che si potevano evitare le estirpazioni allora prenderebbe corpo quello che i pugliesi dicono da tempo ovvero che tutta la vicenda riguarda molto da vicino gli interessi del gasdotto che dalla Turchia doveva arrivare da queste parti. Sarebbe l'ennesimo scandalo all'italiana. E causato (è sempre vox-popoli a parlare) dall'importazione di una pianta esotica da parte di un vivaio locale.
17 gennaio 2016



 

Ambiente

Ambiente

colore_rosso.jpg banner_hotel.jpg