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Vita da bambino

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Leggere, giocare, annoiarsi

Una favola, lo strumento di gioco preferito dai bambini, che la chiedono, la vogliono sentire ripetere, andranno poi a leggerla, fattore quest'ultimo importante. Perché è così importante la lettura per i bambini? Perchè leggendo il bambino amplia l'esperienza e la conoscenza del mondo, consentendogli di sperimentare "virtualmente" la vita che non conosce ancora.  Intravvede situazioni, problemi, soluzioni.

I libri favoriscono la crescita personale ed emotiva del bambino, aiutano a superare paure e insicurezze inconsce attraverso l'immedesimazione con i personaggi.

ll piacere alla lettura sembra essere una propensione innata nelle persone, come fosse una caratteristica genetica. Non è così. La passione per la lettura si trasmette e i bambini possono essere educati. Mancano però le giuste conoscenze e una formazione adeguata per gli educatori in generale.

I lettori nascono dal contagio di altri lettori, dall'esempio e dalla passione che gli adulti riescono a trasmettere ai bambini. Analogamente, i non lettori sono frutto di chi non è abituato a leggere, sono la conseguenza spesso di ambienti poveri economicamente e/o linguisticamente.

E il gioco? l gioco non è un passatempo, ma per il bambino è un lavoro vero e proprio, è la sua attività principale, perché attraverso questo impara e quindi, imparando, cresce.  Secondo la psicologa Cristiana De Ranieri al gioco possiamo attribuire una grande varietà di significati, tra cui: - Divertimento  - Esplorazione del mondo, avventura e scoperta di sé - Esercizio delle proprie capacità individuali (fisiche e mentali) - Occasione di apprendimento  - Attività liberatoria di tensioni nervose, scarica di emozioni forti come paura, rabbia, ansia, gioia etc. - Abbandono momentaneo della realtà con le sue regole per entrare in un mondo di fantasia  nel quale ogni desiderio si  può realizzare.

L ’esperienza del gioco, secondo Elisa Martini dell’università di Bologna, insegna al bambino ad avere fiducia nelle proprie capacità, attraverso questo processo diventa consapevole del proprio mondo interno ed esterno e incomincia ad accettare l’interazione tra queste due realtà.

Ma attenzione, avverte il filosofo e pedagogi sta Umberto Galimberti: "Non riempite troppo il tempo di un bambino. La noia può esere utile e necessaria. Perchè anche la noia è creativa".

Angela Pagani

 

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