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11 settembre, il giorno che ha cambiato la storia

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di Massimo Occello*

Scrivo questo pezzo in giardino e in pace, allietato da un raggio di sole. Nel  tardo pomeriggio dell'11 settembre 2015. Quattordici anni fa era tutto finito a New York e al Pentagono. Quegli eventi di terrorismo in casa, rivedicati da Al Quaeda, hanno cambiato la percezione degli Americani sulla loro sicurezza; e quindi il corso della nostra storia recente.
Già nell' ottobre del 2001 l'attacco degli Usa in Afganistan, l'anno dopo in Iraq, mentre si votano di corsa leggi speciali di difesa sociale. Sull'onda della paura, tutto è possibile: anche in democrazia.  Lì nasce il rafforzamento dei sistemi d'informazione e reazione.  Lì si fonda Guantànamo. Lì origina il controllo delle comunicazioni mondiali, compreso il telefonino della MerKel. Lì si decidono alcuni dei provvedimenti più imbarazzanti messi poi in piazza (a partire dal 2006) dal fondatore di Wikileaks, Julian Assange.
Tutta la muscolare presidenza repubblicana di George W.Busch (2001-2009) ne è profondamente influenzata. Mentre, a rovescio, si costruisce anche  la vittoria Democratica di Obama e il suo inusitato premio Nobel sulla fiducia, conferitogli "per la pace" nel 2009, dopo meno di un anno dal suo insediamento: " per aver svolto straordinario lavoro per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli". Evidente voglia degli Americani e della Comunità internazionale di cambiare registro. Forse per molto tempo.
Ma già siamo in piena Grande recessione, e lì pesano l'enorme quantità di derivati tossici circolanti nel mondo ( 9 volte il pil mondiale), i cittadini che perdono la casa e vanno a dormire in macchina nei parcheggi pubblici, l'enorme debito pubblico USA, in mano specialmente alla Cina. Il Presidente non riesce a imbrigliare la finanza speculativa, ha difficoltà a portare avanti la sua riforma sanitaria. Anche sui diritti civili  e sui temi razziali non sfonda come vorrebbe. "We can not" sembra dirgli il suo tempo. Anche perchè i conti non tornano. Nonostante il Quantitative Easing, nonostante alcuni successi tattici.
Bisogna ridimensionarsi.  Bisogna rinunciare a parte degli impegni nel mondo. Il cambio di strategia globale USA nasce per reazione all'11 settembre 2001, alle enormi spese non solo belliche sostenute da Busch per rassicurare i suoi cittadini e il mondo, e alla ( in parte conseguente?) Grande recessione:  non più stivali su terreno altrui. Non più ambizioni imperiali. Non più ombrello per tutti. Chi vuole sicurezza si difenda da sè. Specie in Europa. E' un cambio epocale paragonabile alla caduta dell'Impero Romano.
Molto dello scatafascio in corso nel Mediterraneo e nel Medio Oriente ha origine lì. E anche i rapporti di nuovo tesi con la Russia; il difficilissimo negoziato con l'Iran, contestato non solo dagli Ebrei di casa; le primavere arabe abortite; la Libia, la Siria e l'Isis sono il risultato di questo cambio d'ottica. Anche gli sciami migratori in corso nascono lì.
A mio parere -in mezzo a questo guado- una grande opportunità per rilanciare gli Stati Uniti d'Europa. La meccanica dei fluidi e i corsi e ricorsi della Politica ci assicurano che i vuoti si riempiono. E Dio sa se c'è un vuoto di potere enorne lasciato oggi nel mondo. Occorrono, in quei momenti, le persone capaci di fare la Storia.
Non vedo in giro Napoleone, nè Churchill, nè Kohl; ma talora le circostanze fanno gli uomini...o le donne. E Merkel, in questi giorni, ha dato prova con la Siria di saper essere più grande di quanto sembrasse con la Grecia.

 

SPECIALE 11 settembre 2001
> IL GIORNO CHE HA CAMBIATO LA STORIA
 

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