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Arte e cultura

Biennale di Venezia edizione 56

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All the World's Futures

Con la cerimonia della Sala delle colonne di Ca' Giustinian è stata inaugurata ufficialmente  dopo tre giornate di 'vernice', la 56/a Esposizione internazionale d'arte della Biennale di Venezia, 'All the World's Futures' a cura di Okwui Enwezor.

Ci sono 89 nazioni, 5 gli artisti italiani fra il plotone dei 136 invitati. Sono: Rosa Barba, Monica Bonvicini, Pino Pascali e Fabio Mauri, e la rivista 'the Tomorrow'. Fino al 22 novembre tanti eventi.

Quest'anno c'è anche il Vaticano. Il card. Gianfranco Ravasi, del Pontificio consiglio della cultura, ha inaugurato il padiglione della Santa Sede alla Biennale Arte di Venezia, intitolato "In principio la parola si fece carne". Ravasi ha esordito con un saluto in ebraico, 'toda', per ringraziare i curatori Monika Bravo, Elpida Hadszi-Vasileva e Mario Macilau, ed ha poi invitato a "lavorare per combinare arte e fede, come dimostra Venezia - ha detto - con la sua 'sonorità'".

Il Costa Rica è curato dall'italiano Gregorio Rossi.
Il paese è l'unico a non avere un esercito. "Costa Rica Paese di pace" è un invito ad un linguaggio universale d’intesa fra i popoli e dunque coerente con il tema centrale All the World's Futures. "Si  intende vedere, rappresentare e valorizzare gli artisti  di tutto il mondo che  con la loro arte  lottano per la pace, e che avranno finalmente l’opportunità di essere conosciute sia a livello nazionale che internazionale" anticipa Rossi

Tra gli Eventi Collaterali alla 56° Biennale d'Arte di Venezia, vi sarà anche un omaggio pacifista ad India e Pakistan con la mostra My East is your West con il pakistano Rashid Rana e l'indiana Shilpa Gupta, che per l'occasione realizzano opere site specific. La recente assegnazione del Premio Nobel per la Pace alla pakistana Malala Yousafzai e all'indiano Kailash Satyarthi conferma che è possibile superare storici conflitti e che nei due paesi può ancora prevalere il dialogo.

Il progetto nasce come un impulso utopico a ri-tracciare un complesso clima di relazioni storiche tra le due nazioni-stato sudasiatiche di India e Pakistan, nella forma di una mostra che dia voce a due artisti contemporanei eccezionali.
Gupta e Rana hanno sviluppato una estetica materiale che mette in discussione il moderno stato-nazione e le sue divisioni.

La mostra  mira a configurarsi come "architettura della memoria" e a porre quesiti che muovono dall'antichità alla modernità coloniale, fino al presente conflittuale e cosmopolita del subcontinente.   e politico opera nell'orientare le nostre relazioni a seconda degli emisferi geografici.






> C'è anche l'Armenia

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