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Salute

...abbracciamoci tutto l'anno

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No al bere sì all'abbraccio

Chi l'ha detto che per essere felici bisogna avere per forza in mano un bicchiere? La proposta di sostituire a Capodanno al tradizionale brindisi un abbraccio, ha avuto successo.

"Ora che molti organi di stampa, a livello locale e nazionale, hanno ripreso la notizia dell'Abbraccio di Capodanno, mi pare opportuno ringraziare Radio Laghi, il solo organo di informazione mantovano presente alla nostra conferenza stampa, e Giornale Sentire, che per primi ci hanno dato voce, pubblicando un articolo sulla nostra rivoluzionaria proposta" afferma Alessandro Sbarbada che sul bere è autore di saggi e di iniziative di sensibilizzazione.


"Nessuno si chiede perché a mezzanotte dell’ultimo dell’anno si brinda coi calici di vino. Lo si fa e basta senza rendersi conto che il senso non c’è e, se c’è, è imposto da un sistema consumistico che a vantaggio di pochi, consuma molti" afferma Sbarbada.

"Perché mai per fare gli auguri a una persona cara occorre fare incontrare due bicchieri ? Essi contengono il vino e col vino una sostanza tossica e cancerogena come è l’alcol etilico, spesse volte causa dell’esatto opposto di tutte le cose positive che ci si augura brindando: salute, felicità, buona fortuna". Sbarbada ha ragione: è  fortuna il numero di incidenti sulle strade del primo mattina, quando l’alcol, ancor più del sonno offusca i riflessi e la capacità di valutazione del conducente?

L'iniziativa condotta con l’Associazione Provinciale Club Alcologici Territoriali di Mantova ha preso forma in una una festa rivoluzionaria (e replicabile),ideata da Enrico Baraldi Alessandro Sbarbada e Manuela Caraffini, perchè è possibile divertendosi in un modo fuori dagli schemi. "Al centro dello stare insieme non ci sarà il bicchiere, ma le persone. A mezzanotte anziché brindare, i partecipanti si scambiano un abbraccio" promettevano alla vigilia. Così è stato.

 

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"La nostra proposta dell'Abbraccio di Capodanno intendeva andare molto oltre il togliere la bevanda alcolica. Cioè "cancellare" il gesto del brindisi, che fa toccare tra loro freddi bicchieri, oggetti che si frappongono tra due persone, per riportare al centro il calore del contatto umano, dell'incontro fisico, a manifestare il nostro affetto e la nostra genuina intenzione augurale".

Come è stato sostituito il tutto? Semplice: al momento "clou" degli auguri, ci si stringe in un abbraccio. "In un contesto sociale caratterizzato da diffidenza ed aggressività, dal punto di vista simbolico ci è parso un cambiamento rivoluzionario. Importante non è l'alcol, importante è l'Uomo"
afferma Sbarbada.

E per suggellare nel migliore dei modi "Abbracci e Auguri" un mega Karaoke a-tutto-Gaber ha permesso di liberare la gioia. E del resto cosa c’è di meglio di un abbraccio in un inverno di crisi, quando freddo e depressione sembrano volere consumare le speranze?

E allora forse potrebbe valere anche per altre feste che verranno.

Soddisfatto per la risposta ricevuta, Sbarbada esprime un auspicio. "Il sogno, è che la nostra proposta, partita dalla città di Mantova, forte della risonanza mediatica che abbiamo ottenuto a livello nazionale, possa crescere con il passare del tempo, e magari estendersi in futuro ai compleanni, ai matrimoni, a tutti i rituali di celebrazione".

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