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Persone e idee

Addio ad Arnoldo Foà

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Scomparso oggi a Roma

E' la voce che spiega come è nata la Campana dei Caduti a Rovereto, e la si sente sempre prima che partano i famosi 100 rintocchi serali.

A Rovereto le caldissime tonalità della sua irripetibile voce hanno reso Arnoldo Foà più che un amico. Un fratello.

L'attore è morto a quasi 98 anni (li avrebbe compiuti il 24 gennaio 2014). La sua lunga carriera artistica è stata costellata di numerosi successi e riconoscimenti in campo teatrale, cinematografico e televisivo.

Nato nel 1916 a Ferrara è stato un protagonista del palcoscenico: teatro, cinema, tv tra le sue molte interpretazioni. Ma era stato anche dietro la macchina da presa e persino artista: scultore, pittore e poeta.

Un intellettuale a tutto tondo e un gran signore del mondo dello spettacolo, dove ha avuto per compagni di viaggio Pietro Germi, Alessandro Blasetti, Orson Welles, Joseph Losey ed Ettore Scola e le più grandi attrici del cinema italiano.

La sua famiglia era di origine ebraica: figlio di Valentino e Dirce Levi era cresciuto a Firenze, dove studiò economia e commercio. Fu durante il periodo universitario che iniziò ad interessarsi al teatro, frequentando i corsi di recitazione della scuola "Luigi Rasi" sotto la guida di Raffaello Melani.

A vent'anni abbandonò gli studi e si trasferì a Roma per frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia.

Nel 1938 Arnoldo Foà fu però costretto a lasciare i corsi presso il Centro Sperimentale di Cinematografia a seguito della promulgazione delle leggi razziali fasciste. Gli venne impedito anche di lavorare e per poterlo fare fu costretto a usare nomi fittizi (tra cui "Puccio Gamma"); ricoprendo saltuariamente il ruolo del sostituto di attori malati (in gergo, il "pompiere"), riuscendo a lavorare nelle compagnie più prestigiose: Cervi-Pagnani-Morelli-Stoppa, Ninchi-Barnabò, Adani-Cimara, Maltagliati-Cimara.

Nel 1943 si rifugia a Napoli, dove diviene capo-annunciatore e scrittore della Radio Alleata radio PWB: spetta a lui la comunicazione dell'armistizio con gli Alleati, l'8 settembre 1943.

Alla fine della guerra, torna al teatro e si unisce a molte e importanti compagnie: Ferrati-Cortese-Scelzo, Ferrati-Cortese-Cimara, Stoppa-Morelli-Cervi (dove collabora con Visconti) e la Compagnia del Teatro Nazionale (Teatro dell'Opera di Roma) (lavorando per Guido Salvini), nel 1945, entra nella Compagnia di Prosa della RAI dove svolgerà un'intensa attività sino agli anni ottanta.

La sua caldissima voce lo ha reso tra i migliori doppiatori italiani (nella foto).
Resterà certamente memorabile.
10 gennaio 2014

 







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