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Adriano Eccel, l'ombra può esprimersi

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Omaggio postumo

Restituire al vasto pubblico l’articolato percorso di ricerca intrapreso, in oltre trent’anni di attività, dal fotografo trentino Adriano Eccel,  prematuramente scomparso nel 2012. La mostra organizzata a Palazzo Trentini, a Trento nel 2015 ha offerto una vera e propria rassegna antologica. Pubblichiamo in questa pagina un ricordo dell'artista a cura del promotore della mostra Luca Chistè.

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Adriano Eccel, l'ombra può esprimersi
di Luca Chistè


Adriano Eccel ( Bolzano 1958 - Trento 2012), bolzanino di nascita e trentino di adozione, fu artista di rara intensità narrativa, competenza tecnica e sensibilità nella lettura delle dinamiche emozionali legate al quotidiano divenire. Molto conosciuto ed apprezzato sia in Italia, sia all’estero fu intellettuale raffinato, sempre rispettoso delle ragioni dell’altro.

Sette i “cicli” rappresentati in mostra: Il Muro (1985), Attraverso la sfera (1986), Partita a bocce (1986/87), Photoopere (1990/93), Vietato l’ingresso (1995/96), Il Codice Duval (1996/2002), Lo specchio immaginario (2004/2012).

Come scrive Riccarda Turrina: “Nell’articolata sequenza delle immagini di Palazzo Trentini, Adriano Eccel presenta se stesso, quel suo innato bisogno di raccontare, attraverso la fotografia, il proprio mondo emotivo. L’artista, infatti, nel corso degli anni, pur avendo intrapreso diversi percorsi di ricerca, ha mantenuto come principio cardine del proprio operare lo studio dell’universo interiore. Ha indagato le sfumature dell’esistenza con passione e coinvolgimento e le ha tradotte in cicli fotografici da sfogliare con la stessa intensità con cui si sfogliano i ricordi e gli affetti. Per questo, ciò che racconta attraverso le immagini, ha uno sguardo limpido, capace di muovere gli animi e di uscire dal piano orizzontale della vita.

Adriano Eccel ha, dunque, sempre mantenuto una particolare coerenza espressiva dando vita ad atmosfere sospese fra sogno e ricordo, quali presenze di una realtà ricostruita attraverso elementi connotati da una forte valenza simbolica. Nelle sue fotografie, infatti, scorrono rimandi e legami con l’inconscio in grado di creare un codice espressivo di grande intensità narrativa, fatta di valenze autobiografiche e spirituali. Soprattutto nei lavori più recenti racconta se stesso, i suoi difficili passaggi, gli stretti cunicoli in fondo ai quali ha trovato la riconquistata libertà. Sono immagini intense e travolgenti, come il vocio indomito della paura e coincidono con la scelta di lasciare i materiali fotografici tradizionali a favore della ripresa e rielaborazione digitale in grande formato.”

E’ il caso di precisare che la rassegna, grazie all’operoso lavoro di ricerca, sistematizzazione e riqualificazione delle immagini, durato oltre un anno, permetterà di esporre integralmente le opere originali e alcune inedite e coinvolgenti pagine autografe utilizzate dall’autore per la descrizione del proprio lavoro. In mostra, oltre agli originali del Codice Duval (1996/2002, 22 immagini), esposti per la prima volta nella loro versione integrale, anche le ultime opere realizzate dall’artista, come Ex Mattatoio, facente parte del ciclo Lo specchio immaginario, al quale stava lavorando con estrema dedizione.
Quest’ultimo, imponente lavoro, è ben descritto dallo stesso Adrian Eccel: “L’opera è una ricostruzione di fantasia - creata con delle immagini istantanee elaborate - dell’ex mattatoio di Roma, l’attuale Macro Future. Il lavoro rappresenta la struttura abbandonata con ancora la presenza delle ossa degli animali macellati e i meccanismi che servivano a trasportarli nei vari reparti, vi sono inoltre le prese d’aria accanto a vecchi sacchi e piatti abbandonati, le uova degli uccelli che hanno nidificato ovunque e il filo spinato della recinzione.

La presenza dell’uomo è testimoniata da uno scheletro umano che sporge dalla terra, animale fra gli animali ( nell’immagine in alto a sinistra ). La visione dell’ex mattatoio è in pianta ma viene mostrata in verticale come fosse una scultura tridimensionale, per questo motivo ogni oggetto posto al suo interno è saldamente agganciato alla base. L’ opera è riflessa in uno specchio antico ( la vediamo quindi al contrario ) la cui cornice delimita sia l’immagine che la struttura dell’edificio”.

Adriano Eccel (Bolzano 1956 - Trento 2012) si è interessato per più di un decennio di pittura, grafica ed esperienze artistiche che abbandona nei primi anni '80 per occuparsi di fotografia contemporanea. Dopo un triennio di studi in cui affina psicologia e analisi dell’immagine, tecnica fotografica e stampa Fine Art, realizza "Il Muro" (1985) il suo primo lavoro fotografico.

Seguiranno, in ordine cronologico, le seguenti serie di immagini: "Attraverso la sfera", "La partita a bocce", "Photoopere", "Vietato l’ingresso", "Il Codice Duval", "Lo specchio immaginario" (ciclo non totalmente concluso che comprende 18 opere e da cui è tratto il trittico "Il Confessionale - Ex Voto"). Nel 1995 parte del suo lavoro fotografico "Photoopere" viene pubblicato negli Stati Uniti dal prestigioso Graphis International Fine Art Photography di New York. Il suo lavoro è apprezzato sia in Italia che in Europa da curatori e critici di fama internazionale; tra questi Jean Claude Lemagny, che acquisisce le immagini del lavoro fotografico "Vietato L’ingresso" ora in permanenza nella collezione internazionale di fotografia della Biblioteca Nazionale di Parigi.

Nel corso di una ventennale attività espositiva, Adriano Eccel ha realizzato più di 80 mostre, personali e collettive, allestite in gallerie private, musei di fotografia e arte contemporanea, aste, fiere e festival internazionali in diversi paesi tra cui Italia, Germania, Francia, Spagna e paesi dell’Est Europa. Molte le immagini presenti in cataloghi d’arte, libri di fotografia Fine Art, riviste nazionali e internazionali di fotografia contemporanea.
Tra gli eventi più importanti a livello nazionale si segnala: la Biennale Internazionale di Torino Fotografia; il Salone della Fotografia di Venezia Immagine; il Festival Fotoleggendo di Roma; "Il Chiaro Scuro delle Violenze" al Palazzo della Triennale di Milano; "Il Codice Duval" a Palazzo Medici Riccardi di Firenze e al Macro Future di Roma;  le mostre al Museo Ken Damy di fotografia contemporanea di Brescia;  "Situazioni – Trentino Arte 2003" al MART, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto;

La personale "Da Duval allo Specchio Immaginario" allestita al Santa Sofia di Salerno per l’Arte Contemporanea, presentata da RAI 1 nell’ambito dei Grandi Eventi in Campania.  Accanto all’attività espositiva le immagini di Adriano Eccel hanno illustrato le opere di poeti, musicisti jazz e scrittori e molti dei suoi lavori sono presenti in cataloghi d’arte, libri di fotografia Fine Art, riviste nazionali e internazionali di fotografia contemporanea.

Nel 1991 è tra i soci fondatori del Museo Ken Damy di fotografia contemporanea di Brescia e dal 2004 fino alla sua prematura scomparsa collabora saltuariamente come artista/fotografo e commissario d’esame con l’Istituto Superiore di Fotografia di Roma. Sue opere sono conservate in numerose collezioni pubbliche e private permanenti sia in Italia che all’estero.

In sua memoria è nata l’Associazione AEccel ha predisposto, inoltre, un sito web (www.adrianoeccel.it/kirby/) ed una cartella a stampa tipografica di elevata qualità di riproduzione (tiratura limitata di 400 esemplari) che include un’immagine per ciascun ciclo esposto. (agosto 2015)

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