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Arte e cultura

Ai Weiwei, arte tra provocazione e dispetto

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Dissenso in arte

Visto da Matteo Basilè (< foto a fianco), Ai Weiwei "il cinese" appare in tutta la sua forza ingombrante: scomodo per il suo paese lo è sempre stato, e lui non smette di dar fastidio. Alla Biennale di Venezia  aveva portato il suo manichino da morto: Ai Weiwei presentava il proprio cadavere denunciando  che il governo cinese gli aveva ritirato il passaporto, mostrando per filo e segno la cella in cui trascorse la sua prigionia nel 2011.

Anche l'ultima performance in Italia (estate 2016) era provocazione: rivestire Palazzo Strozzi a Firenze di gommoni per lasciare un pensiero sull'Europa. "E' al collasso con la crisi dei migranti, perchè i populisti cercano di costruire muri sempre più alti e i politici dividono l'umanità per affermare di essere superiori, di poter giudicare e rendere la vita difficile".

Altre performances di Ai Weiwei sono catalogabili - di fatto - come un dispetto. Come quella pubblicata dal Time: una copertina-capolavoro creata con la tecnica tradizionale della carta ritagliata, dove la cosa più importante è la simmetria, ottenuta anche piegando il foglio durante la lavorazione in cui s’impiegano forbici o speciali coltelli. Il managing editor di Time spiegò che la copertina rappresentava l’idea della centralità della Cina nel mondo, e al tempo stesso è una sfida sulla libertà e la democrazia lanciata ai leader del Paese.

L’artista e dissidente politico cinese si era manifestato nel numero della rivista uscito in coincidenza con il vertice di Sunnylands, in California, tra l'allora presidente Barack Obama e il suo omologo cinese, Xi Jinping, presidente della repubblica popolare cinese e segretario generale del partito comunista cinese.Miglior dispetto non si poteva fare che a celebrare l'arrivo del leader cinese fosse proprio l'artista che più di ogni altro sta nello stomaco al regime.

Frequenti le sue incursioni anche nella musica dal pop all'hard rock. Dopo aver ballato sulle note di Gangnam Style roteando delle manette,  Ai Weiwei ha firmato anche un singolo in cui riviveva i suoi 81 giorni di carcere nel 2011 con la ricostruzione degli interrogatori e dell'angusta cella in cui venne rinchiuso. La sua colpa? Ufficialmente evasione fiscale, ma in realtà per il suo impegno politico.  'Dumbass' (idiota), è una riflessione sulla difesa dei diritti umani in Cina. "Mi alzo come un pazzo, e il paese è come una prostituta", recitava una parte della canzone con i video scaricabile dal sito ufficiale dell'artista (www.aiweiwei.com).


< "Disposition" : Ai Weiwei si presentò alla Biennale con
il manichino di sè stesso ...cadavere: da vero dissidente




"Avevo memorizzato ogni singolo dettaglio di quella stanza - ha raccontato l'artista -. La canzone e il video sono il miglior modo di rappresentare quella esperienza". E a sentirlo parlare di arte: stupisce. "Mi sento limitato" dice. "Preferisco non essere definito un artista, ma un artigiano". Quanto al sistema dell'arte dice di essere il primo a non comprenderne il funzionamento.  "Il suo problema oggi è uno: la gente non può permettersela. Ma io mi chiedo anche: che senso ha collezionare?".

Ed ancora, in una recente intervista a SETTE (Rcs), intervistato da Francesca Pini: "L'idea che l'arte sia costosa non credo sia giusta. Tutte le volte provo vergogna, ma non posso fare quello che voglio: faccio parte di questo sistema".

www.giornalesentire.it - 2016
(C.Perer)

 

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