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Arte e cultura

Ai Weiwei: ''Eccomi come il governo mi vorebbe: morto''

Ai Weiwei: ''Eccomi come il governo mi vorebbe: morto''1-ai-weiwei-illustrates-time-magazines-how-china-sees-the-world-cover-01.jpg1-ai_weiwei_2.jpg1-ai_weiwei_4.jpg1-ai_weiwei.jpg
Corona Perer

Alla Biennale ha portato il suo manichino da morto: Ai Weiwei presenta il proprio cadavere.

Visto da Matteo Basilè (< foto a fianco), Ai Weiwei "il cinese" appare in tutta la sua forza ingombrante: scomodo per il suo paese lo è sempre stato, e lui non smette di dar fastidio.

L’artista ha denunciato di recente che il governo cinese gli ha ritirato il passaporto. E ha mostrato per filo e segno la cella in cui Ai Weiwei trascorse la sua prigionia nel 2011.

Anche l'ultima performance è di fatto un dispetto. Il Time ha infatti pubblicato una copertina realizzata dall’artista e dissidente politico cinese.

Un capolavoro creato con la tecnica tradizionale della carta ritagliata. Dove la cosa più importante è la simmetria, ottenuta anche piegando il foglio durante la lavorazione in cui s’impiegano forbici o speciali coltelli.

Il managing editor di Time ha spiegato che la copertina rappresenta l’idea della centralità della Cina nel mondo, e al tempo stesso è una sfida sulla libertà e la democrazia lanciata ai leader del Paese.

Il numero della rivista è uscito in coincidenza con il vertice di Sunnylands, in California, in corso oggi, sabato 8 giugno, tra il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e il suo omologo cinese, Xi Jinping, presidente della repubblica popolare cinese e segretario generale del partito comunista cinese.

Miglior dispetto non si poteva fare che a celebrare l'arrivo del leader cinese fosse proprio l'artista che più di ogni altro sta nello stomaco al regime

Frequenti le sue incursioni anche nella musica dal pop all'hard rock. Dopo aver ballato sulle note di Gangnam Style roteando delle manette, il dissidente cinese Ai Weiwei di recente ha firmato un singolo in cui rivive i suoi 81 giorni di carcere nel 2011 e ricostruisce non solo gli interrogatori ma l'angusta cella in cui venne rinchiuso.

Il carcere nel 2011 gli venne ufficialmente inflitto per evasione fiscale ma in realtà per il suo impegno politico.  'Dumbass' (idiota), è una riflessione sulla difesa dei diritti umani in Cina. "Mi alzo come un pazzo, e il paese è come una prostituta", recita una parte della canzone.

Ad accompagnare l'uscita del brano c'è anche un video, che si può vedere e scaricare anche sul sito ufficiale dell'artista aiweiwwei.com.

"Avevo memorizzato ogni singolo dettaglio di quella stanza - ha raccontato l'artista -. La canzone e il video sono il miglior modo di rappresentare quella esperienza". Il brano 'Dumbass' è tratto da un album che uscirà a breve, tutto di musica heavy metal, dal titolo 'La Divina Commedia'.

Tutte le parole delle canzoni sono scritte da Ai Weiwei, mentre la musica è stata composta dal suo amico Zuoxiao Zuzhou.

Il video è stato girato dall'australiano Christopher Doyle, noto per aver lavorato con il regista di Hong Kong, Wong Kar-Wai. Ai Weiwei, che dovrebbe rappresentare la Germania alla Biennale di Venezia, uno degli appuntamenti più importanti nel calendario del mondo artistico, ha detto di non poter uscire dalla Cina perché le autorità gli hanno ritirato il passaporto.

L'artista è in questo periodo alla Biennale di Venezia per un eventi collaterale che ha intitolato "Disposition" .
Compare come il governo lo vorrebbe: morto.

 

> Ai Weiwei, l'artista dissidente

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